Glossario Identità e Accessi (IAM)

Chi può fare cosa: autenticazione, autorizzazione, MFA e gestione delle identità. I concetti di IAM spiegati in modo semplice.

  • A

  • Access review

    Revisione periodica dei permessi assegnati agli utenti per verificare che siano ancora giustificati dal ruolo. Individua e rimuove accessi accumulati nel tempo, contrastando il fenomeno dell'eccesso di privilegi.
  • Access token

    Credenziale temporanea rilasciata dopo l'autenticazione che l'applicazione presenta per accedere a una risorsa protetta. Ha vita breve e delimita i permessi concessi, così da limitare i danni in caso di sottrazione.
  • Accesso delegato

    Meccanismo con cui un utente autorizza un'applicazione ad agire per suo conto su risorse altrui, senza cederle la password. È il principio alla base di protocolli come OAuth, che rilasciano permessi limitati e revocabili.
  • Active Directory

    Servizio di directory di Microsoft che centralizza la gestione di utenti, gruppi, computer e policy in una rete aziendale. È il cuore dell'identità in molti ambienti Windows e un bersaglio critico da proteggere.
  • Attribute-Based Access Control (ABAC)

    Modello di autorizzazione che decide gli accessi valutando attributi di utente, risorsa e contesto, come reparto, orario o sensibilità del dato. Offre regole più flessibili e granulari rispetto al solo controllo basato sui ruoli.
  • Autenticazione

    Processo con cui un sistema verifica che un utente o un dispositivo sia davvero chi dichiara di essere. È il primo passo del controllo degli accessi e precede l'autorizzazione, che stabilisce invece cosa quell'identità può fare.
  • Autenticazione a più fattori (MFA)

    Metodo che richiede due o più prove di identità appartenenti a categorie diverse, come una password, un dispositivo fisico e un dato biometrico. Anche se un fattore viene compromesso, gli altri continuano a proteggere l'accesso, riducendo fortemente il rischio di violazioni.
  • Autenticazione adattiva

    Approccio che modula i requisiti di autenticazione in base al rischio del contesto, come dispositivo, luogo o comportamento insolito. Chiede verifiche più forti solo quando i segnali di rischio lo giustificano, bilanciando sicurezza e usabilità.
  • Autenticazione biometrica

    Verifica dell'identità basata su caratteristiche fisiche o comportamentali, come impronta, volto o voce. Offre comodità e un fattore difficile da replicare, ma solleva questioni di privacy e di gestione dei dati biometrici.
  • Autenticazione senza password

    Modello che sostituisce la password con fattori più sicuri, come chiavi crittografiche, biometria o passkey. Elimina i rischi legati a password deboli, riutilizzate o rubate, uno dei vettori d'attacco più comuni.
  • Autorizzazione

    Processo che determina quali risorse e operazioni sono consentite a un'identità già autenticata. Applica le policy di accesso, traducendo l'identità verificata in permessi concreti su dati, funzioni e sistemi.
  • B

  • Break-glass account

    Account di emergenza con privilegi elevati, da usare solo quando i normali meccanismi di accesso non sono disponibili. Va custodito, monitorato e attivato con procedure eccezionali per evitarne l'abuso.
  • C

  • Ciclo di vita dell'identità

    Insieme delle fasi che un'identità digitale attraversa, dalla creazione alle modifiche di ruolo fino alla disattivazione. Gestirlo bene garantisce che i permessi restino sempre coerenti con le reali necessità dell'utente.
  • Conditional access

    Insieme di policy che concedono o negano l'accesso in base a condizioni come identità, dispositivo, posizione e livello di rischio. Consente decisioni contestuali, ad esempio imponendo un fattore aggiuntivo da reti non fidate.
  • D

  • Deprovisioning

    Processo di revoca degli accessi e disattivazione degli account quando un utente lascia l'organizzazione o cambia ruolo. Un deprovisioning tempestivo è essenziale per evitare account orfani sfruttabili da un attaccante.
  • F

  • Federazione delle identità

    Meccanismo che consente di usare un'unica identità presso più organizzazioni o domini che si fidano reciprocamente. Evita di duplicare le credenziali e sta alla base dell'accesso a servizi esterni con l'account aziendale.
  • FIDO2

    Standard aperto per l'autenticazione forte senza password, basato su crittografia a chiave pubblica e credenziali legate al dispositivo. È la base tecnologica delle passkey e resiste bene agli attacchi di phishing.
  • G

  • Gestione delle sessioni

    Insieme delle tecniche per creare, mantenere e chiudere in sicurezza la sessione di un utente autenticato. Comprende scadenze, invalidazione e protezione dei token, per evitare furti di sessione e accessi persistenti indebiti.
  • I

  • IAM (Identity and Access Management)

    Insieme di processi e tecnologie che gestiscono identità digitali e controllano l’accesso a risorse, definendo chi può fare cosa in un sistema.
  • Identity Governance (IGA)

    Disciplina che governa le identità e i loro diritti di accesso lungo tutto il ciclo di vita, unendo policy, processi e automazione. Assicura che gli accessi siano appropriati, tracciabili e conformi alle normative.
  • Identity Provider (IdP)

    Servizio che gestisce le identità degli utenti e ne certifica l'autenticazione ad altre applicazioni. È il fulcro di single sign-on e federazione: le applicazioni si fidano dell'IdP invece di gestire credenziali proprie.
  • J

  • JSON Web Token (JWT)

    Formato compatto e firmato per trasportare informazioni verificabili tra le parti, molto usato per token di accesso e sessione. La firma ne garantisce l'integrità, ma il contenuto è leggibile e non va confuso con la cifratura.
  • Just-in-Time access (JIT)

    Modello che concede privilegi elevati solo per il tempo strettamente necessario a svolgere un compito, per poi revocarli. Riduce l'esposizione degli account privilegiati, che non restano attivi in permanenza.
  • K

  • Kerberos

    Protocollo di autenticazione di rete che usa “ticket” cifrati per provare l’identità di utenti e servizi. Evita di trasmettere le password in chiaro ed è diffuso nelle reti aziendali.
  • L

  • LDAP

    Protocollo per interrogare e gestire servizi di directory che conservano informazioni su utenti, gruppi e risorse. È la base di molte infrastrutture di identità, spesso usato per autenticare gli utenti contro un repository centrale.
  • Least Privilege (principio del minimo privilegio)

    Principio per cui a ogni utente o processo si concedono solo i permessi strettamente necessari. Riduce i danni possibili se un account viene compromesso.
  • M

  • Multifactor Authentication

    Metodo che richiede due o più prove di identità appartenenti a categorie diverse, come una password, un dispositivo fisico e un dato biometrico. Anche se un fattore viene compromesso, gli altri continuano a proteggere l'accesso, riducendo fortemente il rischio di violazioni.
  • O

  • OAuth

    Framework di autorizzazione che consente a un'applicazione di ottenere accesso limitato alle risorse di un utente su un altro servizio senza conoscerne la password, tramite il rilascio di token. È lo standard alla base delle deleghe di accesso fra applicazioni sul web.
  • OAuth 2.0

    Framework di autorizzazione che consente a un'applicazione di ottenere accesso limitato alle risorse di un utente su un altro servizio senza conoscerne la password, tramite il rilascio di token. È lo standard alla base delle deleghe di accesso fra applicazioni sul web.
  • One-Time Password (OTP)

    Codice valido per un solo accesso o una sola transazione, inviato o generato al momento. Usato come fattore aggiuntivo di autenticazione, limita l'utilità di un codice eventualmente intercettato, perché scade subito dopo l'uso.
  • OpenID Connect

    Livello di autenticazione costruito sopra OAuth 2.0. Permette a un sito di verificare l’identità di un utente affidandosi a un provider esterno, in modo standardizzato.
  • P

  • PAM (Privileged Access Management)

    Tecniche e strumenti per controllare, monitorare e proteggere gli account con privilegi elevati, riducendo i rischi di abuso o compromissione.
  • Passkey

    Credenziale che sostituisce la password con una coppia di chiavi crittografiche legate al dispositivo. Resiste al phishing perché non esiste un segreto da digitare o rubare.
  • Politica delle password

    Insieme di regole che definiscono requisiti di lunghezza, complessità, scadenza e riutilizzo delle password. Ben calibrata rafforza gli account; troppo rigida spinge invece gli utenti verso comportamenti meno sicuri.
  • Provisioning delle identità

    Processo di creazione, aggiornamento e revoca degli account e dei relativi diritti d'accesso lungo l'intero ciclo di vita di un utente. Se automatizzato, garantisce che i permessi seguano tempestivamente ingressi, cambi di ruolo e uscite, evitando account orfani o sovra-autorizzati.
  • R

  • RBAC

    Modello di controllo degli accessi in cui i permessi sono assegnati a ruoli e gli utenti ottengono i privilegi in base ai ruoli ricoperti. Semplifica la gestione su larga scala e favorisce il rispetto del privilegio minimo, disaccoppiando le persone dai singoli permessi.
  • RBAC (Role-Based Access Control)

    Modello di controllo degli accessi in cui i permessi sono assegnati a ruoli e gli utenti ottengono i privilegi in base ai ruoli ricoperti. Semplifica la gestione su larga scala e favorisce il rispetto del privilegio minimo, disaccoppiando le persone dai singoli permessi.
  • Refresh token

    Credenziale a durata più lunga usata per ottenere nuovi access token senza chiedere di nuovo le credenziali all'utente. Va custodito con cura, perché la sua compromissione consente di generare accessi validi nel tempo.
  • S

  • SAML

    Standard basato su XML per lo scambio di asserzioni di autenticazione e autorizzazione tra identity provider e servizi. È molto diffuso nel single sign-on aziendale verso applicazioni web e SaaS.
  • SCIM

    System for Cross-domain Identity Management: standard che automatizza la creazione, l'aggiornamento e la disattivazione degli account tra sistemi diversi. Mantiene allineate le identità tra l'organizzazione e i servizi cloud che usa.
  • Scope (OAuth)

    Parametro che delimita l'ambito dei permessi concessi a un'applicazione durante un'autorizzazione delegata. Definendo con precisione cosa l'app può fare, applica il principio del privilegio minimo agli accessi di terze parti.
  • Service account

    Identità non umana usata da applicazioni, script o servizi per accedere a risorse e comunicare tra sistemi. Va gestita con credenziali robuste e privilegi minimi, perché spesso opera senza supervisione diretta.
  • Single Sign-On (SSO)

    Meccanismo che permette all'utente di autenticarsi una sola volta per accedere a più applicazioni e servizi correlati senza reinserire le credenziali. Migliora l'esperienza d'uso e centralizza il controllo degli accessi, semplificando la gestione delle identità.
  • Smart card

    Tessera dotata di chip sicuro che conserva credenziali o chiavi crittografiche usate per autenticarsi. Combinata con un PIN, realizza un'autenticazione a due fattori robusta, diffusa in ambito aziendale e nella pubblica amministrazione.
  • SSO (Single Sign-On)

    Meccanismo che permette all'utente di autenticarsi una sola volta per accedere a più applicazioni e servizi correlati senza reinserire le credenziali. Migliora l'esperienza d'uso e centralizza il controllo degli accessi, semplificando la gestione delle identità.
  • Step-up authentication

    Richiesta di un livello di verifica aggiuntivo quando l'utente tenta un'operazione sensibile, anche se già autenticato. Innalza la sicurezza sui punti critici senza appesantire ogni singola interazione.
  • T

  • Token

    Dispositivo fisico utilizzato per generare codici di autenticazione temporanei, impiegato come ulteriore livello di sicurezza nei processi di accesso.
  • TOTP

    Time-based One-Time Password: codice temporaneo generato da un'app o un dispositivo a partire da un segreto condiviso e dall'orario corrente. È un secondo fattore molto diffuso, valido solo per pochi secondi.
  • W

  • WebAuthn

    Componente degli standard FIDO2 che definisce l'API con cui browser e applicazioni web usano autenticatori sicuri, come chiavi hardware o biometria. Consente accessi resistenti al phishing direttamente dal browser.
Preferenze cookie

Gestisci i cookie usati su Glossario Italiano. Puoi modificare le preferenze in qualsiasi momento dal link "Gestisci preferenze" in fondo a ogni pagina.

  • Necessari
    Login, sicurezza (CSRF), preferenze cookie. Sempre attivi.
    Sempre on
  • Statistici
    Misurano in forma aggregata come viene usato il sito. Nessun profilo personale.
  • Marketing
    Cookie di reti pubblicitarie esterne, se attivati in futuro. Oggi GLS non usa script di terze parti e i nostri sponsor sono editoriali, non profilano.