Glossario Strumenti a fiato

Aerofoni: legni e ottoni, con imboccatura, ance, chiavi e tecniche di emissione.

  • A

  • Alboka

    Aerofono ad ancia semplice del Paese Basco: due canne melodiche parallele con diverso numero di fori (tre e cinque) e ance racchiuse in una cuffia di corno che consente la respirazione circolare per un suono continuo. Un padiglione di corno ne amplifica il timbro nasale; accompagna canto e tamburello.
  • Arghul

    Aerofono egiziano a doppia canna con ancia semplice battente, tra i più antichi: la canna corta melodica ha cinque-sette fori, quella lunga priva di fori tiene un bordone continuo grazie al respiro circolare. In canna, diffuso in Egitto, Palestina, Siria e Libano, appartiene organologicamente alla famiglia dei clarinetti.
  • Armonica a bocca

    Piccolo aerofono ad ance libere metalliche, nato in Germania attorno al 1820. Il suono nasce soffiando e aspirando l'aria attraverso le celle di un pettine, ciascuna con due ancette accordate per il soffio e per l'aspirazione. Ne esistono modelli diatonici e cromatici, diffusi nel folk, nel blues, nel jazz e nel pop.
  • Armonica cromatica

    Aerofono ad ance libere metalliche azionate sia dal soffio sia dall'aspirazione: premendo un tasto laterale l'aria viene deviata su una seconda fila di lamelle accordate un semitono sopra, rendendo disponibili tutte le note della scala cromatica. Sviluppata a inizio Novecento, e diffusa nel jazz, nel blues e nel repertorio classico.
  • Aulos

    Aerofono dell'antica Grecia, generalmente ad ancia doppia di canna, suonato quasi sempre in coppia (auloi) tenendo una canna per mano. Corpo in canna, legno, osso o avorio con pochi fori digitali; il forte soffio richiedeva la phorbeia, fascia di cuoio legata sulle guance. Centrale in teatro, riti e simposi.
  • B

  • Bansuri

    Flauto traverso di bambù dell'India del nord, privo di chiavi, con sei o sette fori digitali e un foro d'insufflazione: emette un suono morbido e ricco di micro-intonazioni. Cardine della musica classica hindustani e legato al culto di Krishna, deve il modello basso da concerto a Pannalal Ghosh nel Novecento.
  • Bawu

    Aerofono cinese ad ancia libera dall'aspetto di flauto: un tubo di bambù cilindrico chiuso a un'estremita, dove un'ancia di bronzo o rame sotto il bocchino vibra al soffio. Diffuso tra le minoranze del sud-ovest (Dai, Hani, Miao, Yi), ha estensione di poco più di un'ottava e timbro dolce e vellutato, quasi vocale.
  • Biniou

    Piccola cornamusa bretone (biniou kozh) dal suono acutissimo, gonfiata a bocca: la canna melodica, corta, suona un'ottava sopra la bombarda che l'accompagna, mentre un unico bordone sostiene l'armonia. Estensione di circa un'ottava, guida le danze tradizionali della Bretagna in duetto con la bombarda.
  • Bombarda

    Strumento ad ancia doppia della famiglia delle bombarde (o pommer), diffuso tra Medioevo e Rinascimento. Il tubo conico di legno con ampia campana e la grande ancia doppia esposta producono un suono potente e squillante, adatto agli spazi aperti. È l'antenato dell'oboe; ne resta traccia nella bombarde bretone.
  • C

  • Chalumeau

    Aerofono ad ancia semplice battente su un bocchino, dal corpo cilindrico in legno con circa otto fori: diffuso tra fine Seicento e Settecento, e considerato l'antenato barocco del clarinetto. Il timbro e morbido ma l'estensione resta limitata al solo registro grave; Johann Christoph Denner ne perfeziono la costruzione attorno al 1700.
  • Ciaramella

    Bombarda popolare dell'Italia centro-meridionale, aerofono ad ancia doppia con canna conica e fori aperti, dal timbro squillante e penetrante. Suonata tipicamente in coppia con la zampogna, che le fa da bordone, nel repertorio pastorale e nelle novene natalizie della tradizione contadina.
  • Cimbasso

    Ottone grave a pistoni con canneggio prevalentemente cilindrico e campana rivolta in avanti, dal timbro scuro ma agile. Sviluppato nell'Ottocento per l'opera italiana, sostituì l'oficleide e il basso nelle partiture di Verdi, dando alla sezione dei tromboni un fondamentale più duttile della tuba.
  • Clarinetto

    Aerofono ad ancia semplice battente fissata a un bocchino, con canna cilindrica in legno duro (grenadilla) e sistema di chiavi. Evolutosi dallo chalumeau all'inizio del Settecento, offre ampia estensione su più registri e grande agilita, dal grave morbido all'acuto brillante; stabile in orchestra, banda e jazz.
  • Clarinetto basso

    Clarinetto ad ancia semplice intonato in Si bemolle, che suona un'ottava sotto il clarinetto soprano. Il lungo tubo cilindrico si ripiega, con bocchino su un collo metallico ricurvo e campana rivolta in alto; ricco sistema di chiavi. Timbro scuro e vellutato, usato in orchestra, banda e jazz.
  • Clarinetto contrabbasso

    Membro più grave in uso comune della famiglia del clarinetto, ad ancia semplice. Suona un'ottava sotto il clarinetto basso, fino al si bemolle contrabbasso. Il lunghissimo tubo cilindrico, di legno o metallo, è ripiegato più volte. Impiegato nell'orchestra di fiati, nella musica contemporanea e per i raddoppi gravi.
  • Clarinetto piccolo

    Aerofono ad ancia semplice della famiglia del clarinetto, di dimensioni ridotte e canneggio cilindrico: intonato di norma in mi bemolle, talvolta in re, sviluppa un registro acuto brillante e penetrante. Impiegato in orchestra e nella banda per timbri squillanti, e celebre nel finale della Sinfonia fantastica di Berlioz.
  • Conchiglia

    Grande conchiglia marina di gasteropode usata come tromba naturale: il suono nasce dalla vibrazione delle labbra su un foro d'insufflazione ricavato all'apice o sul fianco. Priva di fori digitali, emette pochi suoni. Diffusa fin dalla preistoria in molte culture per segnali, riti e cerimonie.
  • Controfagotto

    Legno ad ancia doppia, versione più grave del fagotto: suona un'ottava sotto e raggiunge le note più profonde dell'orchestra. Il lungo tubo conico, ripiegato più volte in metallo o acero, supera i cinque metri; usato per rinforzare i bassi, si affermò nella forma moderna con Heckel a fine Ottocento.
  • Cornamusa

    Aerofono a serbatoio d'aria: un otre di pelle, alimentato dal soffio o da un mantice a braccio, eroga aria costante a più canne con ance semplici o doppie. La canna melodica coi fori dà la melodia, le canne di bordone sostengono note fisse continue. Presente in molte tradizioni europee, dalla Scozia al Mediterraneo.
  • Cornamusa scozzese

    Grande cornamusa delle Highlands scozzesi (Great Highland bagpipe), gonfiata a bocca: la sacca alimenta un chanter conico ad ancia doppia e tre bordoni ad ancia semplice, due tenori e un basso, sempre risonanti. Suono potente e ininterrotto, legato alla musica militare e cerimoniale.
  • Cornetta

    Ottone ad ance labiali con bocchino a coppa, simile alla tromba ma dal tubo più corto e conico, dotato di tre pistoni. Nato in Francia verso il 1830 dal corno da posta con pistoni, ha timbro più morbido e agile della tromba. In si bemolle, è protagonista delle brass band dell'Ottocento.
  • Cornetto

    Aerofono ibrido rinascimentale: corpo di legno leggermente curvo rivestito di cuoio, con sei fori e un foro per il pollice come un legno, ma suonato con un piccolo bocchino a coppa come gli ottoni, per vibrazione delle labbra. Diffuso tra il 1500 e il 1650, copriva circa due ottave e mezza ed era strumento virtuoso nella musica sacra e strumentale.
  • Corno da postiglione

    Piccolo corno naturale in ottone, privo di valvole e di fori, capace dei soli suoni della serie armonica. Diritto o avvolto in spire, era usato dai postiglioni per annunciare arrivi e partenze delle diligenze postali fra Sei e Ottocento. Il suo squillo entrò poi in alcune pagine orchestrali.
  • Corno delle Alpi

    Lunghissimo corno di legno delle Alpi, senza fori né chiavi, scavato e rivestito di corteccia o fibra, con bocchino a coppa e canneggio conico. Lungo tre-quattro metri, produce solo i suoni armonici naturali; usato dai pastori svizzeri per segnalare e richiamare le mandrie, risuona a grande distanza.
  • Corno di bassetto

    Clarinetto contralto in Fa ad ancia semplice, dalla canna più lunga e stretta e con chiavi supplementari che estendono il grave fino al Do scritto. Inventato attorno al 1770 dai Mayrhofer, ha timbro morbido e scuro, più velato del clarinetto. Fu prediletto da Mozart, che lo impiego nel Requiem e nel Flauto magico.
  • Corno francese

    Ottone dal lunghissimo tubo conico avvolto a spirale, con bocchino a imbuto e valvole rotative; la mano nel padiglione modula intonazione e colore. Ampia estensione e timbro nobile, rotondo, capace di fondersi con legni e ottoni. Cardine dell'orchestra sinfonica e degli ensemble di ottoni.
  • Corno inglese

    Oboe contralto ad ancia doppia, in fa, intonato una quinta sotto l'oboe. L'ancia si innesta su un tubetto metallico ricurvo (esse) e la campana a pera ne addolcisce il timbro, malinconico ed espressivo. Nonostante il nome non è né un corno né inglese; entra stabilmente in orchestra nell'Ottocento.
  • Corno naturale

    Ottone privo di pistoni o valvole: il suono nasce dalla vibrazione delle labbra nel bocchino a imbuto e il tubo, lungo e avvolto, produce solo le note della serie armonica. Dal Settecento la tecnica della mano nel padiglione consentiva le note intermedie, mentre ritorte intercambiabili ne cambiavano la tonalita di base.
  • Cornu

    Grande ottone militare dell'antica Roma, lungo circa tre metri e ripiegato a forma di G, in bronzo, con una traversa di sostegno appoggiata alla spalla. Suonato per vibrazione delle labbra dal cornicen, trasmetteva ordini in battaglia e accompagnava giochi e spettacoli dell'arena.
  • Cromorno

    Strumento rinascimentale ad ancia doppia racchiusa in una capsula: il soffio la fa vibrare senza contatto diretto con le labbra, dando un timbro ronzante e uniforme. Il tubo di legno a foratura cilindrica curva a J in punta; suonato in consort tra XV e XVII secolo, ha estensione di circa una nona.
  • D

  • Daegeum

    Grande flauto traverso coreano di bambù, soffiato su un foro d'insufflazione laterale. Presenta un foro coperto da una sottile membrana di canna (cheong) che, vibrando, aggiunge un ronzio timbrico riconoscibile. Usato dalla corte al folk nelle varianti jeongak e sanjo, ha voce ampia, ariosa ed espressiva.
  • Danso

    Piccolo flauto verticale coreano in bambù, il più corto degli aerofoni tradizionali: si soffia contro l'incavo a U del bordo superiore, tenendolo obliquo alle labbra. Ha quattro fori anteriori e uno posteriore per il pollice, scala pentatonica; suono limpido, usato nella musica folk.
  • Didgeridoo

    Aerofono a bordone degli aborigeni dell'Australia settentrionale (Arnhem Land), tra i più antichi al mondo. È un lungo tubo di eucalipto scavato dalle termiti, suonato con le labbra vibranti come negli ottoni. La respirazione circolare mantiene un bordone continuo, arricchito da armonici, ritmi e versi animali.
  • Dizi

    Flauto traverso cinese in bambu, con foro d'insufflazione e sei fori digitali. La sua peculiarita e il mokong, un foro supplementare coperto da una sottilissima membrana (dimo) ricavata dall'interno del bambu, che conferisce al suono un timbro brillante e ronzante. E impiegato nella musica folk, nell'opera e nell'orchestra cinese moderna.
  • Duduk

    Aerofono ad ancia doppia dell'Armenia, dal corpo cilindrico in legno di albicocco e da un'ampia ancia appiattita che gli dà il timbro caldo, morbido e mesto, quasi vocale. Con otto fori anteriori e due posteriori copre circa un'ottava e una quarta. Patrimonio immateriale UNESCO dal 2005.
  • Dulciana

    Nome italiano del dulcian (curtal), strumento rinascimentale ad ancia doppia con canneggio conico ripiegato su sé stesso in un unico blocco di legno. Compatto e dal suono dolce, diffuso tra il 1550 e il 1700 soprattutto nel registro di basso, fu il diretto antenato del fagotto barocco.
  • Dungchen

    Lunghissima tromba tibetana in lamiera di rame o ottone, a canna conica con ampio padiglione e sezioni telescopiche che si sfilano fino a diversi metri. Suonata sempre in coppia nei monasteri buddhisti, emette un suono gravissimo e solenne, paragonato alla voce del Buddha, che scandisce riti e cerimonie himalayane.
  • E

  • Eufonio

    Ottone tenore-basso in Si bemolle dalla larga foratura conica, con pistoni o valvole e bocchino profondo a coppa. Suono ampio, morbido e cantabile, cardine delle bande da concerto dove sostiene le voci intermedie e i controcanti. Detto anche bombardino, è parente della famiglia dei flicorni.
  • F

  • Fagotto

    Basso della famiglia dei legni ad ancia doppia, dal tubo conico di acero ripiegato su sé stesso per oltre due metri complessivi. L'ancia doppia si innesta su un tubetto metallico ricurvo (esse). Copre un'ampia estensione grave e media, con timbro caldo e agile; stabile in orchestra dal Barocco.
  • Fife

    Piccolo flauto traverso dal corpo cilindrico, tradizionalmente in legno e privo di chiavi: emette un suono acuto e penetrante capace di proiettarsi all'aperto. Associato ai corpi militari di pifferi e tamburi (fife and drum) tra Sei e Ottocento, accompagnava marce e segnali nelle bande di reggimento e resta legato al repertorio militare.
  • Fischietto

    Piccolo aerofono che produce un suono acuto e penetrante: l'aria, incanalata attraverso un condotto stretto, viene spezzata contro un labbro tagliente. Ne esistono versioni a becco, globulari o con una pallina interna che ne fa ondeggiare il suono. Usato per segnali, richiami, giochi e nello sport.
  • Flabiol

    Piccolo flauto a becco catalano, lungo circa 25 cm, con cinque o sei fori anteriori e tre posteriori, più alcune chiavi aggiunte dall'Ottocento. Il flabiolaire lo suona con la sola mano sinistra mentre con la destra percuote il tamborí; apre e guida la cobla, l'orchestra della sardana.
  • Flageolet

    Piccolo flauto europeo a condotto e imboccatura a fischietto (fipple), della famiglia dei flauti dolci. La forma francese, sviluppata a Parigi dal tardo Cinquecento, ha quattro fori anteriori e due per i pollici. Strumento amatoriale popolare tra Sei e Ottocento, ricopri in orchestra il ruolo poi affidato all'ottavino.
  • Flauto a coulisse

    Flauto a imboccatura fischiante, con condotto a fipple, il cui suono scivola in glissando muovendo uno stantuffo che allunga o accorcia la colonna d'aria interna. Di metallo o plastica, dall'estensione limitata, è usato per effetti comici e onomatopeici; in inglese slide whistle.
  • Flauto amerindio

    Flauto a canna dei nativi nordamericani, tipico delle Grandi Pianure, con due camere d'aria separate da una parete interna. Un blocco esterno, spesso a forma di animale, dirige il fiato contro lo spigolo, come nel flauto dolce. In genere di cedro e con cinque o sei fori, ha timbro dolce, legato al corteggiamento.
  • Flauto d'osso

    Flauto ricavato da un osso cavo forato, spesso ala di uccello o osso di grande mammifero: soffiando sul foro d'insufflazione si genera il suono. E tra i più antichi strumenti dell'umanita: esemplari paleolitici rinvenuti in Europa, come quelli delle grotte sveve di Hohle Fels e Geissenkloesterle, risalgono a circa 40.000 anni fa.
  • Flauto di Pan

    Insieme di canne di lunghezza decrescente, chiuse in fondo e legate a fascio o a zattera, senza fori digitali: ogni canna dà una nota quando si soffia di taglio sul suo bordo superiore. Detto anche siringa, è diffuso in tutto il mondo, dalle Ande alla Grecia antica, con radici antichissime.
  • Flauto dolce

    Flauto diritto a becco, con condotto d'insufflazione (fipple) e sette fori anteriori più uno posteriore per il pollice. Di legno o avorio, costruito in famiglia dal sopranino al basso, dominò la musica rinascimentale e barocca; oggi è centrale nella didattica e nel repertorio di musica antica.
  • Flauto traverso

    Aerofono d'orchestra tenuto di traverso, in cui il suono nasce dal soffio diretto contro lo spigolo di un foro laterale, senza ancia. In metallo o legno, adotta il meccanismo a chiavi ideato da Theobald Boehm a meta Ottocento, che ne uniforma la foratura. Registro brillante e agile, dal medio caldo all'acuto luminoso.
  • Flicorno

    Ottone a larga foratura conica con pistoni e bocchino a coppa, dal timbro rotondo, caldo e vellutato, più morbido della tromba. Costruito in varie taglie (soprano, contralto, tenore, basso), forma la spina dorsale delle bande italiane; in inglese il soprano è detto flugelhorn.
  • Frula

    Flauto dritto a becco tradizionale della Serbia e dei Balcani slavi meridionali. Ricavato da un unico pezzo di legno, ha in genere sei fori anteriori e produce un suono limpido e agile su circa due ottave. Strumento pastorale per eccellenza, accompagna melodie solistiche e le danze in cerchio (kolo) del folklore serbo.
  • Fujara

    Grande flauto pastorale a becco (fipple) della Slovacchia centrale, lungo tra 160 e 200 cm con un tubo d'insufflazione parallelo: ha soltanto tre fori e ricava le note soprattutto per sovrasoffio sulla serie armonica, con un caratteristico registro grave mormorante. Dal 2005 e iscritto tra i patrimoni immateriali UNESCO.
  • G

  • Gaida

    Cornamusa diffusa nei Balcani e in Anatolia, formata da una sacca di pelle di capra che l'esecutore riempie d'aria e tiene premuta sotto il braccio, alimentando una canna melodica ad ancia (di norma semplice) e un bordone continuo. Strumento cardine della musica popolare per danze e feste.
  • Gaita

    Cornamusa della Galizia e delle Asturie: una sacca di pelle alimentata a fiato fornisce aria continua a un chanter conico ad ancia doppia e a uno o più bordoni. In do o re, dal suono squillante, accompagna canti e danze tradizionali del nord-ovest iberico ed è emblema dell'identità celtica locale.
  • Galoubet

    Piccolo flauto provenzale a condotto con tre soli fori, concepito per la sola mano sinistra: la destra percuote un tamburo profondo, il tambourin. Coi tre fori e il sovrasoffio copre una scala ampia. Tipico delle feste della Provenza, forma col tamburo l'inseparabile coppia pipe and tabor mediterranea.
  • Gemshorn

    Flauto a vaso della famiglia dell'ocarina, ricavato anticamente da un corno di capra o camoscio (oggi spesso bovino) con la punta chiusa e un'imboccatura a fipple. Circa sette fori e scala di un'ottava; suono dolce e ovattato, ocarinato. Diffuso in Europa fra Medioevo e Rinascimento.
  • Guan

    Strumento cinese ad ancia doppia con corpo cilindrico, detto anche guanzi. A differenza dell'oboe e della suona a foratura conica, la canna cilindrica di legno o di bambù, con sette fori anteriori e uno posteriore, gli dà un timbro nasale e penetrante. Usato nella musica folk, nell'opera regionale e nei riti.
  • H

  • Heckelphone

    Aerofono ad ancia doppia della famiglia dell'oboe, ma con canneggio più largo e timbro corposo e penetrante: intonato in do un'ottava sotto l'oboe. Ideato da Wilhelm Heckel e presentato nel 1904 su suggestione di Wagner, colma il registro tra oboi e fagotti; Richard Strauss lo impiego in Salome ed Elektra.
  • Hichiriki

    Piccolo oboe giapponese di circa diciotto centimetri, in bambù laccato internamente e fasciato di corteccia, con sette fori anteriori e due posteriori. La larga ancia doppia gli dà un timbro intenso e penetrante. Porta la melodia principale nel gagaku, l'antica musica di corte.
  • Hulusi

    Aerofono ad ance libere della Cina sud-occidentale, tipico dei Dai dello Yunnan: una zucca fa da serbatoio d'aria e alimenta tre canne di bambù, una melodica con fori e due di bordone. Ogni canna reca un'ancia di metallo; il timbro morbido e nasale, simile al clarinetto, accompagna canti d'amore e danze.
  • K

  • Karnyx

    Alta tromba da guerra dei Celti dell'eta del ferro (circa 200 a.C.–200 d.C.), in bronzo, dalla lunga canna a S tenuta verticale perché la voce risuonasse sopra le teste dei guerrieri. Il padiglione era foggiato a testa d'animale, spesso un cinghiale a fauci aperte, dal timbro lacerante per atterrire il nemico.
  • Kaval

    Flauto pastorale dei Balcani e dell'Anatolia, aperto a entrambe le estremità: si soffia obliquamente contro il bordo affilato dell'estremità superiore. In legno, ha otto fori (sette davanti, uno per il pollice) più alcuni fori d'intonazione; pienamente cromatico, dal timbro caldo e vocale.
  • Kazoo

    Piccolo mirliton: non ha un suono proprio ma modifica la voce di chi canta o ronza nel boccaglio, facendo vibrare una membrana alloggiata in una camera laterale. Il risultato è un timbro nasale e ronzante. Diffuso negli Stati Uniti dall'Ottocento, è popolare nelle jug band, nello skiffle e nella musica comica.
  • Khaen

    Organo a bocca ad ance libere del Laos e del nord-est della Thailandia (regione Isan): file di canne di bambu, di norma sedici, inserite in un serbatoio di legno; in ciascuna una linguetta metallica vibra sia soffiando sia aspirando, producendo un suono continuo e polifonico. E lo strumento simbolo della musica tradizionale lao.
  • L

  • Launeddas

    Antichissimo aerofono sardo formato da tre canne con ancia semplice idioglotta: il tumbu fa da bordone continuo, mentre mancosa manna e mancosedda, con cinque fori ciascuna, intrecciano melodia e accompagnamento. Suonato a respirazione circolare per un suono ininterrotto e polifonico.
  • Low whistle

    Versione grave e di taglia maggiore del tin whistle, flauto diritto a becco con sei fori. Realizzato nel 1971 dall'inglese Bernard Overton per Finbar Furey con tubo d'alluminio, ha timbro caldo e arioso; di norma in re, si è affermato nella musica irlandese e celtica, reso celebre da Riverdance.
  • Lur

    Corno di bronzo della Scandinavia dell'eta del bronzo (circa 1000–500 a.C.), a lunga canna conica ricurva a S che termina in un disco ornato, senza fori: dava solo i suoni armonici naturali. Ritrovato quasi sempre in coppia entro torbiere, soprattutto in Danimarca, coi due esemplari accordati all'unisono, uso rituale.
  • M

  • Mey

    Aerofono turco ad ancia doppia molto larga e appiattita, con corpo cilindrico in legno duro e sette fori anteriori più uno posteriore. Timbro morbido, scuro e malinconico, affine al duduk armeno e al balaban azero; costruito in tre taglie (cura, orta, ana mey). Usato nella musica folk anatolica.
  • Mijwiz

    Doppio clarinetto popolare del Levante (Siria, Libano, Palestina, Giordania); il nome arabo significa 'doppio'. È formato da due canne di bambù affiancate e legate, ciascuna con un'ancia semplice idioglotta e alcuni fori suonati insieme. La respirazione circolare gli dà un suono continuo, tipico della danza dabke.
  • Mizmar

    Aerofono ad ancia doppia a canna conica, tipo bombarda, dell'Egitto e del Levante: ricavato da un unico pezzo di legno con sette fori e un foro per il pollice, produce un suono acuto e potentissimo adatto all'aperto. Viene suonato in ensemble di ance e tamburi durante processioni, matrimoni e feste popolari.
  • Musette

    Cornamusa da salotto della Francia barocca, alimentata a mantice anziché col fiato. Le due canne melodiche e il bordone a cursore hanno foro cilindrico e ancia doppia, per un suono dolce e sommesso simile all'oboe. Raffinata nel decoro, fu strumento prediletto dalla corte del Settecento.
  • N

  • Nadaswaram

    Grande strumento ad ancia doppia dell'India meridionale, tra gli aerofoni acustici non ottoni più potenti. Corpo di legno duro a canneggio conico con fori e talvolta chiavi, campana svasata e ancia sostituibile; suonato all'aperto nei templi e nelle nozze carnatiche, spesso in coppia con il tamburo tavil.
  • Ney

    Flauto obliquo mediorientale ricavato da un fusto di canna aperto alle estremita, tradizionalmente con nove segmenti separati da otto nodi. Soffiato di sbieco contro il bordo del tubo, senza ancia, ha timbro struggente. Cardine della musica classica persiana e ottomana, e centrale nel rito sufi mevlevi ispirato a Rumi.
  • Nose flute

    Flauto soffiato con il naso anziché con la bocca: una narice indirizza il fiato nel foro d'insufflazione mentre l'altra viene chiusa. Il soffio nasale, più tenue, produce un suono dolce e velato ritenuto intimo e sacro. Diffuso in Polinesia, nelle Hawaii e nel sud-est asiatico.
  • O

  • Oboe

    Soprano ad ancia doppia della famiglia dei legni, con stretto tubo conico di legno e ance esposte tenute direttamente tra le labbra. Il timbro penetrante e nasale ma espressivo, unito alla stabilità d'intonazione, ne fa lo strumento che dà il la all'orchestra. Sviluppato in Francia nel Seicento dalla bombarda.
  • Oboe d'amore

    Aerofono ad ancia doppia della famiglia dell'oboe, intonato in la, una terza minore sotto l'oboe: il padiglione a pera (Liebesfuss) gli conferisce un timbro dolce e velato, intermedio tra oboe e corno inglese. Nato nel primo Settecento, fu molto usato da Johann Sebastian Bach nelle cantate e nelle Passioni.
  • Ocarina

    Piccolo flauto globulare in terracotta, aerofono a vaso in cui il suono nasce soffiando in un condotto a becco: l'intera camera risuona come un risonatore di Helmholtz e i fori ne variano l'altezza. Nella forma classica cromatica fu ideata da Giuseppe Donati a Budrio nel 1853, dal timbro dolce e rotondo.
  • Oficleide

    Ottone grave a chiavi dell'Ottocento, con tubo conico ripiegato e da nove a undici chiavi che aprono ampi fori laterali, suonato con bocchino a coppa. Derivato dal serpentone e dai corni a chiavi, fornì i bassi in orchestra e banda prima di essere soppiantato dalla tuba e dal cimbasso.
  • Ottavino

    Piccolo flauto traverso lungo circa la meta del flauto, che suona un'ottava sopra di esso, come indica il nome (piccolo). In legno o metallo, condivide imboccatura laterale e meccanismo a chiavi del flauto. Voce acuta, penetrante e squillante, taglia il pieno orchestrale e di banda; sostitui l'antico flauto piccolo.
  • P

  • Piffero

    Aerofono ad ancia doppia della famiglia dell'oboe, con canna conica in legno e otto fori (sette davanti, uno per il pollice). Tipico delle Quattro Province, sull'Appennino tra Piemonte, Liguria, Emilia e Lombardia, dove guida le danze tradizionali in coppia con la fisarmonica o la müsa.
  • Piri

    Strumento coreano ad ancia doppia, con corto corpo cilindrico di bambù e un'ancia doppia larga rispetto al tubo. Ha in genere otto fori, sette anteriori e uno per il pollice, e timbro forte e nasale. Nella forma più diffusa (hyang-piri) porta spesso la melodia principale nella musica di corte e popolare coreana.
  • Piva

    Cornamusa dell'Italia settentrionale, diffusa un tempo sull'Appennino tra Lombardia ed Emilia: una sacca di pelle gonfiata a bocca alimenta una canna melodica ad ancia e uno o più bordoni di accompagnamento, che tengono una nota fissa. Legata alla tradizione pastorale e natalizia, si suonava spesso in duo con il piffero.
  • Pungi

    Aerofono indiano usato dagli incantatori di serpenti, detto anche been. Una zucca essiccata funge da serbatoio d'aria e alimenta due canne ad ancia semplice: una porta la melodia, l'altra un bordone continuo. Suonato a respirazione circolare per un suono ininterrotto, senza pause di fiato.
  • Q

  • Quena

    Flauto andino diritto a foro d'insufflazione, con estremità superiore intagliata a tacca su cui si spezza il fiato, sei fori anteriori e uno posteriore. Tradizionalmente di canna o osso, oggi anche di legno; voce caratteristica della musica delle Ande, in genere accordato in sol e di origine preincaica.
  • R

  • Rhaita

    Aerofono a doppia ancia del Maghreb (Marocco, Algeria, Libia), tipo di oboe popolare affine alla zurna turca e al mizmar arabo. Corpo conico in legno d'olivo con padiglione svasato e alcuni fori; la doppia ancia dà un suono altissimo e penetrante, adatto all'aperto. Anima cortei, feste e cerimonie, spesso coi tamburi.
  • Rombo

    Tra gli aerofoni più antichi: una lamella di legno o osso legata a una corda che, roteata in aria, fende il vento vibrando e produce un rombo cupo e pulsante. Privo di imboccatura, il suono nasce dal moto stesso. Usato in riti di molte culture, dagli aborigeni australiani all'Europa antica; detto bullroarer.
  • S

  • Säckpipa

    Cornamusa tradizionale svedese, legata alla regione della Dalarna. Il chanter cilindrico ad ancia semplice e l'unico bordone, accordato sulla nota grave del chanter, danno un suono dolce e contenuto. Quasi estinta a metà Novecento, è stata riportata in vita dagli anni Ottanta e oggi è amata dai giovani musicisti folk.
  • Saenghwang

    Organo a bocca coreano ad ance libere, derivato dallo sheng cinese. Un fascio di canne di bambù, di norma diciassette con ancetta metallica, è innestato verticalmente in una camera d'aria; soffiando e aspirando si fanno vibrare le ance. Unico tra i tradizionali coreani a produrre accordi, ha timbro etereo e sostenuto.
  • Salpinx

    Tromba diritta dell'antica Grecia: un lungo tubo di bronzo, spesso terminante in un padiglione d'osso, suonato per vibrazione delle labbra come un ottone. Dal suono aspro e potente, serviva soprattutto per segnali militari, cerimonie e gare più che a scopi melodici. E attestata dall'eta arcaica e citata nelle fonti classiche.
  • Sarrusofono

    Aerofono ad ancia doppia dal corpo conico in metallo ripiegato come un sassofono, costruito in un'intera famiglia di tagli. Brevettato in Francia da Gautrot nel 1856 e intitolato al direttore di banda Sarrus, nacque per sostituire oboi e fagotti nelle bande militari, con maggiore potenza all'aperto.
  • Sassofono

    Aerofono in metallo ad ancia semplice montata su bocchino, con canneggio conico e un articolato sistema di chiavi. Brevettato nel 1846 da Adolphe Sax, unisce l'ancia dei legni al corpo metallico degli ottoni; costruito in famiglia dal sopranino al basso, è pilastro di jazz, banda e musica classica.
  • Sax baritono

    Grande sassofono nel registro grave, tagliato in Mi bemolle: aerofono ad ancia semplice con bocchino simile al clarinetto ma canna conica in ottone, riconoscibile per l'ampia curva del collo. Della famiglia ideata da Adolphe Sax a meta Ottocento, fornisce il basso alla sezione sax in banda, big band e jazz.
  • Sax contralto

    Sassofono contralto in Mi bemolle, aerofono ad ancia semplice con corpo conico in ottone e bocchino simile a quello del clarinetto. Di registro medio-acuto, è il più diffuso nello studio e nel jazz per l'agilità e il timbro espressivo. Fa parte della famiglia inventata da Adolphe Sax attorno al 1840.
  • Sax soprano

    Sassofono acuto della famiglia inventata da Adolphe Sax attorno al 1840: ancia semplice su bocchino, ma corpo conico di ottone. In si bemolle, ha spesso forma diritta (talvolta ricurva) e timbro brillante e penetrante, vicino all'oboe. Reso celebre nel jazz da interpreti come Sidney Bechet e John Coltrane.
  • Sax tenore

    Aerofono ad ancia semplice e corpo conico di ottone, con bocchino simile a quello del clarinetto e sistema di chiavi: intonato in si bemolle, occupa il registro medio-grave della famiglia inventata da Adolphe Sax (brevetto 1846). Voce centrale del jazz, dal timbro caldo e cantabile, e usato anche in banda e in orchestra.
  • Serpentone

    Basso della famiglia dei cornetti, il serpentone ha un lungo corpo di legno ricoperto di cuoio e ripiegato a serpentina. Il suono nasce dalla vibrazione delle labbra su un bocchino a coppa, mentre l'altezza si regola con i fori aperti. Nato in Francia nel Cinquecento, sostenne il canto in chiesa e nelle bande.
  • Shakuhachi

    Flauto giapponese di bambù soffiato sull'orlo tagliato obliquamente, di norma con quattro fori anteriori e uno posteriore. Il nome indica la misura di un piede e otto pollici; legato al buddismo zen e alla pratica meditativa dei monaci komusō, consente ampie inflessioni di timbro e di intonazione.
  • Shehnai

    Aerofono a doppia ancia dell'India del nord, oboe conico in legno lungo circa 30–50 cm, con sei-otto fori senza chiavi e un padiglione svasato in metallo o legno. Discende dal surna persiano ed e ritenuto di buon auspicio: risuona a matrimoni, processioni e feste dei templi. Ustad Bismillah Khan lo porto in concerto.
  • Sheng

    Antico organo a bocca cinese: un fascio di canne di bambù (di norma diciassette) innestate su un serbatoio d'aria, ciascuna con un'ancia libera metallica che vibra quando si copre il foro corrispondente. Si soffia e si aspira dal bocchino, permettendo accordi; è progenitore di fisarmonica e armonica.
  • Shinobue

    Flauto traverso giapponese ricavato da una canna di bambù shino, privo di foro per il pollice e dotato di sei o sette fori. Dal timbro acuto e brillante, accompagna le feste popolari (matsuri), le danze bon e la musica dei teatri kabuki e nō. Ne esistono versioni accordate e altre più semplici da accompagnamento.
  • Shō

    Piccolo organo a bocca giapponese: diciassette canne di bambù disposte a fascio in una camera d'aria laccata, ciascuna con un'ancia libera di metallo, quindici delle quali suonano. Soffiando e aspirando dà un suono continuo, in aggregati di note. Deriva dallo sheng cinese e regge l'armonia del gagaku.
  • Shofar

    Corno di montone, o di altro animale kasher, soffiato per vibrazione delle labbra su un'estremita forata, privo di bocchino applicato e di fori: produce solo poche note della serie armonica, dal suono aspro e solenne. Antichissimo strumento rituale ebraico, viene suonato nelle solennita di Rosh Hashanah e Yom Kippur.
  • Sousafono

    Grande tuba con tubo avvolto a spirale attorno al corpo del suonatore e ampia campana rivolta in avanti, pensata per essere trasportata sfilando. Ideata negli anni 1890 su indicazione di John Philip Sousa, fornisce i bassi nelle bande marcianti e, in ottone o vetroresina, è icona delle brass band.
  • Suling

    Flauto di bambù del sud-est asiatico a imboccatura di condotto: un anello di rattan (suh) all'estremita superiore incanala il soffio contro un intaglio, formando un fischietto. Coi suoi quattro-sei fori suona le scale pentatoniche pelog e slendro. Diffuso in Indonesia, dal sundanese al balinese, dialoga col gamelan.
  • Suona

    Aerofono ad ancia doppia cinese della famiglia degli scialmei, con corpo conico in legno, otto fori e un padiglione svasato in metallo. Timbro squillante e penetrante, ottenuto anche con la respirazione circolare; festoso e potente, accompagna cortei, matrimoni, funerali e l'opera. Diffuso dal Cinquecento.
  • T

  • Taepyeongso

    Aerofono ad ancia doppia coreano della famiglia della bombarda: corpo conico di legno con bocchino metallico e padiglione a coppa di metallo, sette fori davanti e uno dietro. Il suono e squillante e potentissimo, usato nella musica contadina (nongak) e nelle bande militari daechwita. E imparentato con il suona cinese.
  • Tárogató

    Aerofono ungherese moderno ad ancia semplice, dal corpo conico in legno e con chiavi: nato come scialmeo ad ancia doppia, fu ridisegnato da J. Schunda a Budapest verso il 1890 con bocchino tipo sassofono. Timbro caldo ed espressivo, tra il sax soprano e il clarinetto; simbolo della musica ungherese.
  • Tin whistle

    Piccolo flauto a becco con condotto d'insufflazione e sei fori, dal corpo cilindrico in latta o ottone. Di origine ottocentesca inglese, è diventato emblematico della musica tradizionale irlandese, in tonalità come re, dal suono chiaro e squillante. Detto anche penny whistle.
  • Trembita

    Lunghissima tromba di legno dei Carpazi, tipica degli Hutsuli ucraini: un tubo diritto privo di fori o valvole, lungo tre metri e oltre, rivestito di corteccia di betulla. Produce solo i suoni armonici e serve da segnale per annunciare morti, funerali e feste nei villaggi di montagna.
  • Tromba

    Ottone acuto in cui il suono nasce dalla vibrazione delle labbra su un bocchino a coppa; tre pistoni deviano l'aria in tubi supplementari completando le note della serie armonica. Canna in gran parte cilindrica che si apre nel padiglione, timbro squillante e brillante. Protagonista di orchestra, banda e jazz.
  • Tromba da segnale

    Ottone senza pistoni né valvole, dal tubo conico avvolto e bocchino a coppa: produce solo i suoni della serie armonica, variati con le labbra. Nato per i segnali militari e le cariche, dal suono squillante che si propaga a distanza; in inglese bugle. Usato anche in ambito scout e cerimoniale.
  • Tromba naturale

    Tromba barocca priva di pistoni, formata da un lungo tubo di ottone ripiegato che termina a campana. Mancando di meccanismi, produce solo i suoni della serie armonica: melodie diatoniche complete sono possibili solo nel registro acuto (clarino). Splende in Bach e Händel; oggi ripresa dalla prassi filologica.
  • Trombone

    Ottone dal canneggio prevalentemente cilindrico e bocchino a coppa, caratterizzato dalla coulisse, un tubo telescopico scorrevole che allunga la colonna d'aria variando l'intonazione al posto dei pistoni. Il modello tenore e in si bemolle; deriva dal sackbut rinascimentale ed e pilastro di orchestra, banda e jazz.
  • Tuba

    Il più grave e ampio degli ottoni, aerofono a foro largamente conico con bocchino a coppa profonda e tre o più pistoni (o cilindri) che ne completano la scala. Nata a metà Ottocento, fornisce la base armonica di banda e orchestra con un suono profondo e rotondo. Ne esistono vari tagli, dal basso al contrabbasso.
  • Tulum

    Cornamusa senza bordone della costa orientale del Mar Nero turco, suonata da Laz, Hemshin e Greci del Ponto. Una sacca di pelle di capra alimenta un doppio chanter di due canne parallele ad ancia semplice, suonate insieme; l'unica armonia nasce dal battimento tra le canne, e accompagna la danza horon.
  • Txistu

    Flauto basco a condotto e imboccatura a fischietto con tre soli fori, due davanti e uno per il pollice, suonato con una sola mano mentre l'altra percuote un tamburo (tamboril). Tubo diritto di circa 30–45 cm in legno con ghiere metalliche; grazie al sovrasoffio copre oltre due ottave. Simbolo del revival folk basco.
  • U

  • Uilleann pipes

    Cornamusa irlandese alimentata non dal fiato ma da un mantice a gomito azionato dal braccio, adatta al suono da interno. Al chanter, dall'estensione di due ottave, si affiancano bordoni e i regulators, canne con chiavi che aggiungono accordi. Sviluppata tra Sette e Ottocento, ha timbro dolce ed è tra le più complesse.
  • V

  • Venu

    Flauto traverso di bambu dell'India meridionale, detto anche pullanguzhal: presenta un foro d'insufflazione e otto fori, di cui sette suonati e uno usato per l'accordatura. Dal timbro morbido e caldo, e lo strumento a fiato principale della musica classica carnatica, adatto alle rapide ornamentazioni di quel repertorio.
  • Vuvuzela

    Lunga tromba dritta di plastica, aerofono senza fori né valvole in cui il suono nasce dalla vibrazione delle labbra: emette un unico tono potente e monotono. Resa celebre dai tifosi negli stadi del Sudafrica, specie ai Mondiali del 2010, per il caratteristico rombo assordante delle tribune.
  • W

  • Wagner tuba

    Ottone ibrido tra corno e tuba, con bocchino da corno, canneggio conico e valvole azionate dalla mano sinistra. Ideato attorno al 1870 su richiesta di Richard Wagner per L'anello del Nibelungo, unisce timbro morbido e volume; costruito in fa e in si bemolle, è usato anche da Bruckner e Strauss.
  • X

  • Xiao

    Flauto diritto cinese di bambù soffiato all'estremita superiore, dove un intaglio a U sul nodo funge da spigolo per il soffio obliquo, senza ancia. Ha di norma sei fori anteriori più uno per il pollice e voce dolce e meditativa. Di origini antichissime, e legato al mondo dei letterati e alle cerimonie confuciane.
  • Z

  • Zampogna

    Cornamusa italiana a più canne innestate su un unico ceppo: due chanter melodici ad ancia doppia, spesso suonati a due mani per melodia e accompagnamento, e canne di bordone. Gonfiata a bocca, in legno, tipica dell'Italia centro-meridionale, dove nel periodo natalizio accompagna le novene con la ciaramella.
  • Zufolo

    Semplice flauto popolare italiano a becco, cioè a condotto, spesso ricavato da legno o canna. L'aria incanalata contro uno spigolo genera il suono, come nel flauto dolce, e pochi fori bastano a melodie pastorali. Legato alla tradizione contadina e natalizia, accompagna spesso zampogne e canti popolari.
  • Zurna

    Aerofono ad ancia doppia a canna conica, diffuso dall'Anatolia al Medio Oriente, al Caucaso e ai Balcani: corpo di legno con sette fori e un foro posteriore, suono acuto e squillante che si proietta all'aperto. E tradizionalmente suonato in coppia con il tamburo davul in feste, matrimoni e danze popolari.
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