Glossario Strumenti a percussione

Membranofoni e idiofoni: batteria, timpani, xilofono, congas e affini, parti e tecniche.

  • A

  • Agogô

    Idiofono a percussione diretta di origine yoruba (Nigeria), diffuso nel Brasile afro-discendente. È formato da due campane coniche di metallo prive di battente interno, saldate a diversa altezza e percosse con una bacchetta di legno o ferro; a intonazione indeterminata, scandisce il ritmo nel samba e nella capoeira.
  • Angklung

    Idiofono a scuotimento dell'area sundanese di Giava Occidentale (Indonesia). È formato da due o più canne di bambù intonate sospese in un telaio ligneo: scuotendolo, i tubi scorrono e vibrano su note fisse. Si suona in ensemble, un esecutore per una o due note; iscritto tra i patrimoni immateriali UNESCO.
  • Armonica a bicchieri

    Idiofono a frizione inventato da Benjamin Franklin nel 1761: una serie di coppe di vetro di diametro decrescente, infilate su un asse orizzontale che ruota azionato da un pedale. Sfregando i bordi con le dita bagnate si ottengono suoni cristallini a intonazione determinata, usati nel repertorio classico.
  • Atabaque

    Membranofono a percussione diretta, tamburo brasiliano cilindro-conico costruito con doghe di legno e un'unica pelle animale tesa e accordabile con cerchi e cunei. Di radice africana bantu, si suona a mani nude in tre taglie (rum, rumpi e lê) nei riti del candomblé e nella capoeira; intonazione indeterminata.
  • B

  • Balafon

    Idiofono a percussione dell'Africa occidentale, xilofono associato ai popoli mandé la cui tradizione lo fa risalire al XIII secolo. Su un telaio di bambù sono sospese lame di legno duro, spesso palissandro, e sotto ciascuna una zucca-risonatore forata e chiusa da una sottile membrana che dà il caratteristico ronzio nasale; si percuote con mazzuoli, a intonazione determinata.
  • Bar chimes

    Idiofono a suono indeterminato formato da una fila di sottili tubi metallici di lunghezza decrescente appesi a una barra: sfiorati con un dito danno un glissando scintillante. Detto anche mark tree, dal percussionista Mark Stevens che lo ideò nel 1967, accompagna orchestra, pop e colonne sonore.
  • Batá

    Serie di tre tamburi a clessidra a doppia pelle di origine yoruba (Nigeria sud-occidentale), giunti a Cuba con la tratta e centrali nel culto santero. Il maggiore, iyá, guida; l'itótele risponde e l'okónkolo tiene il pulso in un fitto intreccio poliritmico. Consacrati (aña), sono suonati solo da percussionisti iniziati.
  • Batteria

    Insieme di membranofoni e idiofoni suonato da un solo esecutore che coordina mani e piedi: grancassa a pedale, rullante con cordiera, tom e piatti metallici su supporti. Nata negli Stati Uniti fra Otto e Novecento con l'invenzione del pedale della grancassa, è la base ritmica di jazz, rock e pop, a intonazione indeterminata.
  • Bendir

    Membranofono a percussione diretta del Nordafrica (Marocco, Algeria, Tunisia): tamburo a cornice con telaio di legno di 40-50 cm e un'unica pelle di capra. Una o più corde di budello tese sotto la membrana producono il tipico ronzio. Suonato a mani nude, accompagna riti sufi e musica popolare.
  • Blocchi di legno

    Idiofono a percussione diretta a intonazione indeterminata: blocchetto di legno duro con una o più fessure risonanti, percosso con bacchetta o mazzuolo per un suono secco e penetrante. Usato in orchestra, banda, jazz e musica leggera per accenti e effetti ritmici; in inglese wood block.
  • Bodhrán

    Membranofono a percussione diretta, tamburo a cornice irlandese di 35-45 cm con telaio ligneo poco profondo e una sola pelle, tradizionalmente di capra, tesa su un lato. Si percuote con un battente di legno a doppia estremità detto tipper o cipín, mentre la mano premuta dietro la membrana ne varia altezza e timbro; centrale nella musica tradizionale irlandese.
  • Bombo

    Grande tamburo a due pelli, membranofono a suono indeterminato, diffuso in America Latina e nelle bande popolari, percosso con mazza e colpi sul bordo. La versione argentina, il bombo legüero, ricava la cassa da un tronco scavato e monta pelli di capra o pecora col pelo, dal suono grave e profondo.
  • Bonang

    Idiofono indonesiano del gamelan giavanese, formato da una fila di piccoli gong a bugna disposti orizzontalmente su cordicelle entro un telaio di legno (rancak). I gong, forgiati in bronzo ad alto tenore di stagno, si percuotono con bacchette imbottite e sono accordati sulle scale slendro o pelog.
  • Bongos

    Coppia di piccoli tamburi cubani a pelle singola uniti tra loro, il più piccolo detto macho e il più grande hembra. Si suonano tenendoli fra le ginocchia e percuotendo le pelli con dita e palmi, colore ritmico tipico del son e della salsa. Membranofono a intonazione indeterminata, nato nella Cuba orientale.
  • C

  • Cabasa

    Idiofono a scuotimento e sfregamento, versione moderna dell'afuche africano ideata da Martin Cohen nel 1964. Un cilindro metallico rivestito da catenelle di sfere d'acciaio su un manico di legno: ruotando il polso le sferette sfregano il cilindro con un suono a intonazione indeterminata, comune in musica latina e pop.
  • Caixa

    Membranofono, rullante brasiliano a due pelli con cordiera metallica sulla pelle inferiore e corpo di metallo o legno, percosso con bacchette. Portato a tracolla, tesse il ritmo continuo delle baterias di samba; timbro brillante e sfrigolante, intonazione indeterminata.
  • Cajón

    Membranofono a percussione di origine afro-peruviana, nato nel XIX secolo dall'uso di casse di imballaggio da parte degli schiavi. Ha cinque lati spessi e una faccia anteriore sottile di compensato che funge da battente: il musicista vi siede sopra e la percuote con le mani. I modelli moderni aggiungono cordiere o corde di chitarra interne per l'effetto rullante.
  • Campana tibetana

    Idiofono a coppa metallica dell'area himalayana (Tibet, Nepal, India), varietà di campana da appoggio rovesciata. Percossa o sfregata sul bordo con un battente, produce un suono continuo e ricco di armonici per attrito. Poggiata su un cuscino, è oggi diffusa nella meditazione e nella terapia del suono, uso affermatosi soprattutto in Occidente.
  • Campanaccio

    Idiofono a percussione diretta derivato dalla campana da bestiame: un corpo di lamiera metallica a bocca quadrangolare, privo di battente interno, percosso con una bacchetta di legno. A intonazione indeterminata, in inglese cowbell, è impiegato nella percussione latina e nella musica popolare per marcare il ritmo.
  • Campane a vento

    Idiofono a percussione indiretta formato da tubi, lamine o piastre sospesi che, mossi dal vento o dal tocco, si urtano tintinnando. Realizzati in metallo, bambù, legno, vetro o ceramica, hanno intonazione indeterminata o, nei modelli accordati, note definite; usati come ornamento sonoro e talora in orchestra.
  • Campane tubolari

    Idiofono a percussione formato da una serie di lunghi tubi metallici, in genere d'ottone, sospesi a un telaio e accordati cromaticamente. Si percuotono con un martelletto a testa dura sul bordo superiore; l'intonazione e determinata. In orchestra imitano il suono delle campane da chiesa, con pedale smorzatore.
  • Campanelli

    Idiofono a percussione diretta e intonazione determinata: lamine di acciaio disposte a tastiera su un telaio e percosse con mazzuoli duri, dal registro acuto e brillante. Di matrice tedesca, impiegato in orchestra e banda; detto anche glockenspiel.
  • Carillon a pettine

    Idiofono a pizzico meccanico: un cilindro chiodato in rotazione fa vibrare le lamelle di un pettine d'acciaio, ciascuna accordata su una nota in base alla lunghezza. Il meccanismo, ideato dall'orologiaio ginevrino Antoine Favre nel 1796, sostituì i campanelli e diede origine al carillon dei portagioie; intonazione determinata.
  • Castagnette

    Idiofono a percussione reciproca formato da due conchiglie di legno duro unite da un cordoncino, tenute nel palmo e fatte schioccare con le dita. Tipiche della Spagna e del flamenco, spesso in coppie di diversa altezza (macho e hembra); in orchestra si montano su un manico. Suono secco, a intonazione indeterminata.
  • Caxixi

    Idiofono a scuotimento afro-brasiliano: un cestello intrecciato di vimini o midollino con il fondo piatto di zucca, riempito di semi o conchiglie. Impugnato per l'ansa insieme alla bacchetta del berimbau, produce un suono secco a intonazione indeterminata e accompagna la capoeira e il samba de roda.
  • Charleston

    Coppia di piatti montati su un'asta con pedale, elemento cardine della batteria moderna; in inglese hi-hat. Il pedale chiude e apre i due piatti, che si percuotono con le bacchette per scandire il tempo con suoni chiusi, semiaperti o aperti. Idiofono metallico a intonazione indeterminata.
  • Cimbalini

    Idiofono a percussione: piccoli piatti metallici, detti anche zill o sagat, indossati a coppie su pollice e medio di ciascuna mano. In ottone e del diametro di pochi centimetri, si urtano tra loro producendo un tintinnio acuto a intonazione indeterminata. Tipici della danza del ventre mediorientale.
  • Claves

    Idiofono a percussione reciproca: coppia di bastoncini cilindrici di legno duro percossi tra loro, con una mano usata come cassa di risonanza. Di origine afro-cubana, scandiscono la clave, il pattern ritmico base di son, rumba e salsa; suono secco e penetrante, intonazione indeterminata.
  • Congas

    Membranofono a percussione diretta afro-cubano, tamburo alto e stretto a pelle singola con cassa a doghe di legno o in vetroresina, detto anche tumbadora. Si suona a mani nude, spesso in set di più tamburi di misura diversa che producono toni aperti, slap e bassi profondi; fondamentale nella rumba, nel son e nella salsa.
  • Crotali

    Piccoli dischi di bronzo spesso, di circa 10 cm, accordati e a intonazione determinata: percossi con bacchette dure o sfregati con l'archetto danno un suono cristallino, brillante e molto risonante, simile a una campanella acuta. Disposti cromaticamente fino a due ottave, sono usati in orchestra e nella musica contemporanea.
  • Cucchiai

    Idiofono a percussione reciproca (concussione) della tradizione popolare: due cucchiai, di norma di legno o metallo, tenuti schiena contro schiena in una mano e fatti battere ritmicamente contro l'altra mano o le gambe. A intonazione indeterminata, è diffuso nel folk europeo e nordamericano.
  • Cuíca

    Tamburo a frizione brasiliano a pelle singola, di origine africana, tipico della batucada del samba e del carnevale. Un'asticella fissata dentro la membrana viene sfregata con un panno umido mentre l'altra mano varia la tensione della pelle, generando il caratteristico suono acuto, quasi un verso o una risata.
  • D

  • Daf

    Membranofono a cornice di grandi dimensioni diffuso in Persia e Kurdistan: telaio di legno di 48-53 cm con un'unica pelle. All'interno del telaio pendono file di anellini metallici che aggiungono un alone scintillante ai colpi. Suonato a due mani, accompagna la musica classica persiana e i riti sufi.
  • Damaru

    Membranofono a clessidra a doppia pelle, piccolo tamburo indiano e tibetano di legno (o di osso nella tradizione rituale): ruotandolo con una mano, due sferette legate a cordicelle percuotono le membrane. Sacro a Shiva, ha funzione rituale nell'induismo e nel buddhismo tibetano; intonazione indeterminata.
  • Dan moi

    Idiofono a pizzico della famiglia degli scacciapensieri, tradizionale dei H'mong delle montagne del Vietnam. È ricavato da un'unica lamella di ottone e, a differenza dei marranzani, si appoggia alle labbra anziché ai denti: la cavità orale funge da risonatore che modula gli armonici. Usato nel corteggiamento; suono a fondamentale fissa e ricco di sfumature.
  • Darbuka

    Tamburo a calice del Vicino Oriente e del Nord Africa, membranofono, con cassa in terracotta, ceramica o metallo e un'unica pelle di capra, pesce o materiale sintetico. Suonato con le dita di entrambe le mani, alterna il grave 'doum' centrale all'acuto e nitido 'tek' sul bordo. Detto anche doumbek.
  • Davul

    Grande membranofono a percussione diretta a due pelli, diffuso in Turchia, nei Balcani e nel Vicino Oriente. La cassa cilindrica di legno porta una pelle grave (di solito bovina) e una acuta (caprina), percosse con una mazza ricurva (tokmak) e una sottile verga; accompagna danze e cortei all'aperto.
  • Dhol

    Grande tamburo a barile a due pelli del Punjab, con fusto ricavato da un unico blocco di legno e imbracato a tracolla. Si percuote con due bacchette diverse: la dagga, spessa e ricurva, sul lato grave, e la tili, sottile e flessibile, sul lato acuto. È lo strumento-guida del bhangra e delle musiche festive punjabi.
  • Dholak

    Membranofono a due pelli tipico dell'India del Nord e dell'Asia meridionale. Il fusto, lungo 45-55 cm, e scavato in un unico blocco di legno come mango o neem; le due pelli di diverso diametro sono tese da funi o tiranti a vite. Si suona a mani nude nella musica popolare e devozionale.
  • Djembe

    Membranofono a calice monopelle dell'Africa occidentale mandinka (Mali, Guinea), scavato in un unico blocco di legno duro con pelle di capra tesa da un sistema di corde. Suonato a mani nude, produce bassi profondi, toni e slap acuti; intonazione indeterminata, strumento di festa e danza.
  • Dunun

    Membranofono a percussione dell'Africa occidentale, tamburo basso cilindrico a due pelli bovine tese da un intreccio di corde e suonato con una bacchetta. Nell'ensemble mandé forma una famiglia di tre misure - kenkeni, sangban e dununba - che dà base ritmica e melodica al djembe; spesso a una pelle è unità una campana metallica.
  • Đ

  • Đàn đá

    Antichissimo litofono vietnamita formato da lastre di pietra intonate, in roccia vulcanica o schisto, disposte per dimensione e percosse con battenti di legno. I primi esemplari, rinvenuti nel 1949 negli altopiani centrali, risalgono a millenni fa. Presso alcune etnie le lastre sono sacre, suonate nelle grandi cerimonie.
  • F

  • Flexatone

    Idiofono moderno a percussione indiretta, brevettato negli anni Venti: una piccola lamina d'acciaio flessibile è sospesa in un telaio metallico con impugnatura. Scuotendolo, due sferette di legno su molle battono la lamina, mentre la pressione del pollice la flette variando l'altezza, con effetto tremolante e glissato. Diffuso nel jazz.
  • Frusta

    Idiofono a percussione reciproca dell'orchestra sinfonica, detto anche slapstick: due assicelle di legno incernierate a un'estremità che, fatte sbattere di colpo, imitano lo schiocco di una frusta. A intonazione indeterminata, produce un unico secco accento ed è richiesto per effetti descrittivi dall'Ottocento.
  • G

  • Gender

    Metallofono del gamelan giavanese e balinese, formato da sottili lame di bronzo sospese su singoli risonatori tubolari di bambù. Si suona con due battenti a disco imbottito, uno per mano, mentre le dita smorzano le lame per un suono morbido e prolungato. Ne esistono più esemplari accordati sulle scale slendro e pelog.
  • Ghatam

    Idiofono dell'India del sud, parte integrante della musica carnatica: un grande orcio di argilla impastata con limatura di rame o ottone, la cui intonazione dipende dalle dimensioni. Poggiato contro l'addome, si percuote con dita, palmi e polsi; premendo la bocca sul ventre si variano risonanza e altezza.
  • Ghungroo

    Idiofono a scuotimento: cavigliera di piccoli sonagli di ottone, ciascuno con una sfera metallica interna, legati a cordicella o a un supporto di stoffa e indossati alle caviglie. Nella danza classica indiana (kathak, bharatanatyam, odissi) scandisce e amplifica i colpi di piede del danzatore; intonazione indeterminata.
  • Gong

    Idiofono a percussione diretta di origine asiatica: un grande disco di metallo, in genere lega di bronzo, sospeso e percosso al centro con una mazza morbida. Produce un suono profondo e prolungato dalla ricca complessità armonica; ne esistono varianti a intonazione determinata, a bugna, e indeterminata. Usato in orchestra e nelle musiche rituali dell'Estremo Oriente.
  • Gong ageng

    Il gong più grande e grave del gamelan giavanese, grande gong sospeso in bronzo (intorno agli 80 cm) con protuberanza centrale (pencu), percosso con una mazza imbottita. Segna la fine dei grandi cicli melodici (gongan) ed è considerato l'anima e il centro spirituale dell'ensemble; emette una nota bassa, profonda e a lunga risonanza.
  • Grancassa

    Grande membranofono a percussione diretta, il più grave dell'orchestra: cassa cilindrica di legno con due ampie pelli, un tempo animali oggi anche sintetiche. Si percuote con un battente a testa morbida di feltro o, nella batteria, con un pedale. Dal suono profondo e a intonazione indeterminata, sostiene il ritmo.
  • Guimbarde

    Nome internazionale dello scacciapensieri, idiofono a pizzico diffuso in tutto il mondo con molte varianti. Un telaio di metallo o bambù, tenuto contro i denti o le labbra, porta una lamella flessibile che viene pizzicata: la bocca fa da cassa di risonanza e, modulando il fiato, seleziona gli armonici.
  • Güiro

    Idiofono a raschiamento dell'America Latina, in origine una zucca essiccata e incisa con scanalature parallele; oggi anche in legno, metallo o vetroresina. Passando una bacchetta (pua) sulle tacche si ottiene un suono ritmico a intonazione indeterminata, essenziale in salsa, cumbia e musica caraibica.
  • H

  • Handpan

    Idiofono melodico moderno a intonazione determinata: due calotte d'acciaio unite a formare una lente cava, con una nota centrale e note accordate martellate attorno. Suonato con le mani, deriva dallo Hang creato nel 2000 in Svizzera da PANArt, ispirato allo steelpan e al ghatam.
  • I

  • Incudine

    Idiofono a percussione diretta a intonazione indeterminata: un blocco d'acciaio, spesso una vera incudine da fucina, percosso con un martello metallico. Impiegato per effetti timbrici in alcune partiture orchestrali - celebre nel Trovatore di Verdi e nell'Oro del Reno di Wagner - dal suono metallico secco e penetrante.
  • Ipu

    Idiofono a percussione hawaiano ricavato da una zucca essiccata (Lagenaria siceraria), battuto a terra e percosso con la mano per accompagnare il canto (mele) e la danza hula. La versione doppia, l'ipu heke, unisce al collo due zucche di diversa misura; suono cavo e a intonazione indeterminata, di grande valore rituale.
  • J

  • Janggu

    Membranofono coreano a clessidra, corpo di legno di paulonia con due pelli di timbro diverso unite da corde: il lato grave (gungpyeon) di pelle spessa, quello acuto (chaepyeon) più sottile. Si percuote con la mano e una bacchetta di bambù; è centrale nella musica popolare e nel samul nori.
  • K

  • Kalimba

    Versione moderna e portatile del lamellofono africano (famiglia della mbira), diffusa da Hugh Tracey negli anni '50. Su una tavoletta o cassa di legno sono fissate lamelle metalliche di diversa lunghezza, pizzicate con i pollici: da qui il nome di piano a pollici. Idiofono a pizzico dal timbro dolce e cristallino.
  • Kempul

    Idiofono del gamelan giavanese: gong sospeso di bronzo con bugna centrale, del diametro di circa 20-25 cm, appeso verticalmente a un supporto di legno. Percosso sulla bugna con una mazza imbottita, ha intonazione determinata e svolge una funzione colotomica, scandendo le suddivisioni interne dei cicli melodici.
  • Kendang

    Membranofono a due pelli, tamburo cilindro-conico indonesiano scavato in legno di jackfruit o cocco, con pelli di bufalo e capra tese da lacci di cuoio. Guida il gamelan di Giava e Bali dettando tempo e dinamica, suonato con le mani o una bacchetta; intonazione indeterminata.
  • Kenong

    Idiofono a percussione del gamelan giavanese e sundanese: un grande gong a bugna in bronzo disposto orizzontalmente, appoggiato su corde entro un telaio di legno. Si percuote la protuberanza centrale con una mazza di legno imbottita, ottenendo un suono profondo e a intonazione determinata che marca le suddivisioni strutturali del brano.
  • Khol

    Tamburo di terracotta del Bengala, membranofono a due pelli asimmetriche, usato nella musica devozionale vaishnava, nel kirtan e nei bhajan. La pelle destra è piccola e acuta, la sinistra ampia e grave, entrambe trattate con impasti che ne fissano il timbro. Si suona con dita e palmi; oggi ne esistono versioni in fibra di vetro.
  • Khomus

    Scacciapensieri (idiofono a pizzico) degli Yakut-Sakha della Siberia, considerato loro strumento nazionale. È forgiato in metallo, ferro o acciaio, con un telaio e una lamella flessibile che l'esecutore fa vibrare pizzicandola mentre la bocca ne modula i risonanti armonici, evocando i suoni della natura.
  • Krakebs

    Grandi nacchere metalliche in ferro della musica gnawa del Marocco, portate nel Maghreb dagli africani subsahariani ridotti in schiavitù. Ogni mano regge una coppia di piatti a manubrio che, sbattuti tra loro, danno un ticchettio metallico incalzante. Idiofono a percussione reciproca, guida i ritmi di trance.
  • Kulintang

    Idiofono melodico delle Filippine meridionali (Mindanao, Sulu) e del Borneo settentrionale: una fila di piccoli gong orizzontali a bugna, in genere otto, di bronzo o ottone, appoggiati su un telaio e graduati in altezza. Percossi con bastoncini di legno, conducono la melodia nell'ensemble di gong e tamburi omonimo.
  • L

  • Lamiera del tuono

    Idiofono a percussione indiretta: grande lastra metallica sottile e sospesa che, scossa o percossa, vibra a lungo producendo un rombo cupo che imita il tuono. A intonazione indeterminata, si usa per effetti sonori in teatro, orchestra e colonne sonore; in inglese thunder sheet.
  • Legnetti

    Idiofono a percussione reciproca a intonazione indeterminata: due bastoncini di legno duro battuti l'uno contro l'altro, nome italiano dei claves di origine afro-cubana e di strumenti simili. Una mano forma con la conca una piccola cassa di risonanza; producono un suono secco e penetrante che scandisce le cellule ritmiche, come la clave nella musica latina.
  • Likembe

    Lamellofono dell'Africa centrale, idiofono a pizzico, con cassa di risonanza a scatola ricavata da un blocco di legno duro scavato, su cui sono fissate lamelle metalliche pizzicate con i pollici. Portatile e diffuso dal bacino del Congo, spesso accordato su scale pentatoniche; sonorità morbida e ronzante, tipica della musica popolare.
  • Litofono

    Idiofono a percussione formato da lastre o pietre sonore di dimensioni diverse, percosse con mazzuoli per ottenere note intonate. Fra i più antichi strumenti, se ne trovano esempi preistorici in molti continenti; celebre il đàn đá vietnamita. È l'antenato litico dello xilofono e della marimba.
  • M

  • Madal

    Tamburo a barile del Nepal, simbolo della musica popolare nepalese e ritenuto d'origine magar. Il corpo cilindrico con leggero rigonfiamento centrale porta due pelli di capra di diametro diverso, annerite al centro da una pasta. Si suona in orizzontale percuotendo entrambe le membrane con i palmi delle mani.
  • Manjira

    Idiofono indiano formato da una coppia di piccoli piatti a coppa in ottone o bronzo, uniti da un cordino. Urtati tra loro producono un tintinnio acuto e penetrante a intonazione indeterminata, che scandisce il ritmo. Chiamati anche jhanj o karatala, accompagnano i canti devozionali bhajan e kirtan.
  • Maracas

    Idiofono a scuotimento: sonagli a manico ricavati da zucca (o legno, cuoio, plastica) e riempiti di semi, sassolini o pallini che, agitati, percuotono le pareti. Di origine amerindia e latinoamericana, suonati in coppia scandiscono son, salsa e musica caraibica; intonazione indeterminata.
  • Marimba

    Idiofono a percussione diretta, grande xilofono a intonazione determinata di origine africana e centroamericana, in particolare il Guatemala. Lame di legno duro, spesso palissandro, sono disposte a tastiera e accordate, con sotto risonatori tubolari che prolungano il suono caldo e rotondo; si suona con mazzuoli morbidi, anche più d'uno per mano.
  • Marimbula

    Grande lamellofono basso dei Caraibi, nato a Cuba nel XIX secolo da radici africane: una cassa di legno con foro di risonanza porta alcune lance metalliche pizzicate. L'esecutore siede sulla cassa e ricava una linea di basso per generi afrocubani come son e changüí; nota anche come marímbula, marimbol o rumba box.
  • Mbira

    Lamellofono (idiofono a pizzico) del popolo shona dello Zimbabwe, con 22-28 lamelle di metallo fissate su una tavola armonica di legno duro e pizzicate coi pollici. Spesso alloggiato in una zucca risonante (deze) munita di sonagli che aggiungono un ronzio caratteristico; accompagna riti e canti tradizionali.
  • Mridangam

    Tamburo a barile a due pelli dell'India del sud, strumento principe della musica carnatica. Il corpo, spesso in legno di jackfruit, porta due membrane di diametro diverso: quella acuta reca al centro una pasta nera permanente che le dà intonazione definita. Si tiene in grembo e si suona con mani e dita.
  • N

  • Nacchere

    Nome italiano delle castagnette: idiofono a percussione costituito da due conchiglie concave di legno duro unite da un cordoncino, calzate sulle dita o tenute nel palmo. Facendole urtare si ottiene un crepitio secco a intonazione indeterminata, tipico della danza popolare spagnola e dell'Italia meridionale.
  • Naqareh

    Membranofono a percussione diretta: coppia di piccoli timpani a calotta con corpo di terracotta (o metallo) e pelle animale tesa con corde, percossi con corte bacchette. Di origine mediorientale e in uso dal Medioevo, i due tamburi danno un suono grave e uno acuto; in Europa detti nakers.
  • Ngoma

    Membranofono a percussione dei popoli bantu dell'Africa centrale, orientale e meridionale; il termine indica genericamente il tamburo. La cassa è ricavata scavando un tronco d'albero e la pelle, spesso bovina, è fissata con pioli di legno. Suonato a mani nude o con bacchette, accompagna danze, riti e cerimonie collettive; ne esistono molte varianti regionali.
  • O

  • Octoban

    Serie di tamburi tubolari a pelle singola, di diametro ridotto ma lunghezze diverse, aggiunti alla batteria per estenderne il registro acuto. La lunghezza del fusto ne determina l'altezza, che sale via via che si accorcia; introdotti dalla Tama nel 1978, danno colpi secchi e penetranti, usati nei fill e nei passaggi melodici.
  • Ossa

    Idiofono a percussione reciproca fra i più antichi: coppie di ossa animali o listelli di legno tenuti fra le dita di una mano e fatti schioccare con un movimento del polso, come nacchere. A intonazione indeterminata, sopravvive nella musica popolare irlandese e nel folk anglo-americano.
  • P

  • Pakhawaj

    Tamburo a barile a due pelli dell'India del nord, principale accompagnamento del dhrupad, l'antico stile della musica hindustani. Imparentato col mridangam, è considerato antenato della tabla. La pelle acuta reca una pasta nera fissa (syahi), su quella grave si applica pasta di farina; suono profondo e risonante.
  • Pandeiro

    Membranofono a cornice del Brasile, simile a un tamburello: telaio di legno con pelle accordabile (oggi spesso in nylon) tramite tiranti a vite e sonagli metallici a coppie montati asciutti per un suono secco. Suonato con una mano che alterna pollice, dita e palmo, e centrale nel samba, nel choro e nella capoeira.
  • Piatti

    Idiofono a percussione reciproca: dischi leggermente convessi di lega di bronzo, percossi tra loro oppure sospesi e battuti con bacchette, dal suono brillante e riverberante a intonazione indeterminata. Di antica origine, sono impiegati in orchestra, banda e batteria.
  • Piatto crash

    Idiofono a percussione diretta a intonazione indeterminata, piatto sospeso della batteria realizzato in lega di bronzo. Colpito di taglio con la bacchetta produce un suono esplosivo e brillante dal decadimento rapido, usato per marcare accenti e chiusure di frase; si distingue per l'attacco immediato rispetto al suono più continuo del ride.
  • Piatto ride

    Piatto della batteria, idiofono a suono indeterminato, tra i più grandi dell'insieme, in lega di bronzo e in genere di 50-56 cm. Colpito con la punta della bacchetta produce un suono nitido e cantante (ping) che scandisce il ritmo continuo, mentre la campana centrale serve per gli accenti. È il piatto di appoggio del tempo.
  • Putipù

    Membranofono a frizione della tradizione napoletana, detto anche caccavella: una cassa cilindrica di legno o terracotta chiusa da una pelle tesa, al cui centro è infissa una canna di bambù. Sfregando l'asta con la mano umida si fa vibrare la membrana, ottenendo un suono cupo e pulsante a ritmo.
  • Q

  • Quijada

    Idiofono ricavato dalla mandibola essiccata di asino, cavallo o mulo: percossa con il palmo o raschiata, fa vibrare i denti allentati producendo un ronzio tremolante. Di origine africana e diffuso in tutta l'America Latina, in particolare nella musica afroperuviana. È l'antenato del moderno vibraslap.
  • R

  • Raganella

    Idiofono a raschiamento: una o più linguette di legno flessibili appoggiano su una ruota dentata; facendo girare lo strumento attorno al manico, i denti fanno schioccare le linguette con un crepitio secco a intonazione indeterminata. Usata in orchestra e, un tempo, per sostituire le campane nella Settimana Santa.
  • Rainstick

    Idiofono a scuotimento: lungo tubo cavo, tradizionalmente un cactus essiccato, attraversato da spine o chiodi interni; capovolgendolo, sassolini o semi cadono lentamente urtandoli e imitano il suono della pioggia. A intonazione indeterminata, ricondotto tradizionalmente al Cile e alle Ande.
  • Ranat ek

    Idiofono a percussione della Thailandia, xilofono acuto a intonazione determinata con una ventina di lame di legno duro, tipicamente palissandro, sospese con corde su una cassa di risonanza lignea a forma di barca, spesso riccamente intagliata. Si percuote con due mazzuoli, duri per i tempi veloci o morbidi per quelli lenti; guida l'ensemble piphat.
  • Reco-reco

    Idiofono a raschiamento brasiliano di origine africana: tradizionalmente un cilindro di bambù o legno con tacche a sega, oggi spesso metallico con molle tese, raschiato avanti e indietro con una bacchetta. Accompagna samba, capoeira e carnevale con un timbro secco e frusciante a intonazione indeterminata.
  • Repinique

    Membranofono acuto della batucada brasiliana, corpo cilindrico di metallo (alluminio o acciaio) con due pelli sintetiche tese da tiranti. Accordato molto alto perché tagli sul resto della bateria, si percuote con una bacchetta e la mano nuda; suonato dal mestre, guida la sezione con richiami e stacchi.
  • Riq

    Tamburello arabo, piccolo tamburo a cornice profondo con pelle di pesce o capra e cinque coppie di sonagli metallici incastonati nel telaio. Strumento raffinato e virtuosistico, guida la percussione dell'ensemble classico (takht): ne fissa il tempo, marca le cadenze e ne modella le frasi con colpi netti e squillanti.
  • Roneat

    Xilofono cambogiano dell'ensemble pinpeat, con cassa di risonanza a forma di barca ricurva. Le lame, di bambu o legno duro, sono sospese da cordicelle sopra la cassa; il roneat ek (acuto) ne ha circa ventuno, il roneat thung (grave) sedici. Si percuotono con due mazzuoli, con intonazione determinata.
  • Roto-tom

    Membranofono monopelle senza cassa, ideato negli anni Sessanta dall'americano Al Payson: la pelle è montata su un telaio metallico che ruota su una vite filettata, così girando il tamburo la si tende o allenta cambiando rapidamente l'intonazione, determinata su oltre un'ottava.
  • Rullante

    Membranofono a percussione a intonazione indeterminata, tamburo dal timbro secco e brillante con due pelli; sotto quella inferiore è tesa una cordiera di fili metallici che vibra a ogni colpo dando il caratteristico frizzìo. Suonato con bacchette o spazzole, è un cardine della batteria, della banda e dell'orchestra sinfonica.
  • S

  • Sabar

    Tamburo del Senegal, tipico dei Wolof, con cassa scavata nel legno di dimb e un'unica pelle di capra tesa con pioli e corde. Si suona con una mano nuda e una sottile bacchetta (galan), spesso in ensemble di più misure guidati dai griot per danze e feste; suono acuto, incisivo e a intonazione indeterminata.
  • Saron

    Metallofono del gamelan giavanese, con sei o sette spesse lame di bronzo poggiate su una cassa di legno che funge da risonatore (rancak). Si percuote con un mazzuolo mentre l'altra mano smorza la lama precedente; accordato su slendro o pelog, espone il tema melodico nell'orchestra indonesiana.
  • Scacciapensieri

    Piccolo idiofono a lamella pizzicata tenuto fra i denti, che usa la cavità orale come cassa di risonanza; in Sicilia è detto marranzano. Un telaio metallico a ferro di cavallo racchiude la linguetta d'acciaio che, fatta vibrare con un dito, ronza mentre il fiato ne modula gli armonici. Diffuso nelle musiche popolari.
  • Scetavajasse

    Idiofono a raschiamento della tradizione popolare napoletana: due bastoni di legno, uno liscio tenuto sulla spalla e uno dentato a mo' d'archetto, spesso guarnito di piattini o sonagli metallici. Sfregando il bastone dentato sull'altro si ottiene un suono ritmico e stridulo, in coppia con putipu e triccheballacche.
  • Semantron

    Idiofono a percussione diretta: lunga tavola di legno (talora una lastra di metallo) percossa con uno o due martelletti, di origine levantina. Usato nei monasteri ortodossi al posto delle campane per chiamare i monaci alla preghiera; il ritmo variabile crea una sorta di melodia. Intonazione indeterminata.
  • Shaker

    Idiofono a scuotimento a intonazione indeterminata: un contenitore chiuso, di metallo, legno, zucca o plastica, riempito di semi, sabbia o pallini che, agitato, produce un suono ritmico e continuo. Diffuso in innumerevoli forme in tutto il mondo, scandisce il tempo in generi latini, pop e folk; il timbro varia con materiale e riempimento.
  • Shekere

    Idiofono a scuotimento dell'Africa occidentale, di tradizione yoruba, formato da una grande zucca essiccata rivestita da una rete di perline o conchiglie. Scossa, ruotata o percossa contro il palmo, la rete batte sulla scorza producendo un suono ritmico e secco a intonazione indeterminata; accompagna canti, danze e cerimonie.
  • Sistro

    Idiofono a scuotimento dell'antico Egitto: un telaio di metallo, legno o terracotta a forma di ferro di cavallo o di naos, attraversato da barrette mobili con dischetti che tintinnano quando lo si scuote. A intonazione indeterminata, era sacro al culto di Hathor e Iside e sopravvive nella liturgia copta.
  • Slenthem

    Metallofono grave del gamelan giavanese, dalla voce profonda e morbida. Poche sottili lame di bronzo, coprenti una sola ottava, sono sospese con cordicelle su risonatori di bambù. Si percuote con un battente a disco imbottito (tabuh) mentre l'altra mano smorza le lame; sostiene il registro basso dell'orchestra.
  • Sonaglio

    Idiofono a scuotimento tra i più antichi strumenti dell'umanita: un contenitore (zucca, argilla, intreccio vegetale o metallo) che racchiude corpi risonanti come semi o sassolini. Agitandolo, gli oggetti interni urtano le pareti producendo un suono a intonazione indeterminata, usato in riti e musica popolare.
  • Steelpan

    Idiofono a percussione diretta e intonazione determinata, ricavato da un fusto d'acciaio la cui calotta è martellata in zone concave, ciascuna accordata su una nota. Nato a Trinidad e Tobago tra gli anni Trenta e Quaranta, si suona con bacchette rivestite di gomma; cuore delle steelband. Detto steel drum.
  • Surdo

    Membranofono a percussione, grande tamburo basso brasiliano a due pelli con cassa cilindrica di metallo o legno, portato a tracolla. Percosso con una mazza imbottita e smorzato con l'altra mano, segna il passo e il battito di fondo della batucada e delle scuole di samba, dove più surdi di misure diverse dialogano; intonazione indeterminata.
  • T

  • Tabla

    Coppia di tamburi dell'India settentrionale: il dayan acuto in legno e il bayan grave in metallo, ciascuno con una pelle recante il caratteristico disco nero (syahi). Accordabili, si suonano con dita e palmi producendo un ricco vocabolario di timbri; sono il cuore ritmico della musica classica indostana.
  • Tabor

    Piccolo membranofono a percussione diretta dell'Europa medievale: cassa cilindrica di legno con due pelli tese da corde e una cordiera (snare) che ne ravviva il suono. Si percuote con una sola bacchetta, mentre l'altra mano suona un flauto a tre fori, nella tipica coppia pipe and tabor per la danza.
  • Taiko

    Grande tamburo giapponese; il tipo nagadō-daiko ha il fusto ricavato da un unico tronco scavato (spesso keyaki), con due pelli bovine fissate a chiodi. Si percuote con robuste bacchette di legno dette bachi, dal suono potente. Antico strumento di templi e feste, oggi anima i kumi-daiko, spettacolari ensemble di percussioni.
  • Tam-tam

    Idiofono di origine cinese: grande gong circolare di bronzo dal disco piatto e privo di bugna centrale, sospeso a un telaio. Percosso con una mazza morbida al centro, emette un suono cupo e riverberante che si sviluppa in una nube di armonici a intonazione indeterminata. Usato in orchestra per effetti drammatici.
  • Tamborim

    Membranofono, piccolo tamburo brasiliano a cornice di circa sei pollici, monopelle e senza cordiera, percosso con una sottile bacchetta o un battente flessibile a più steli. Nelle baterias di samba fornisce accenti acuti e taglienti e il caratteristico virado; intonazione indeterminata.
  • Tamburello

    Membranofono a percussione, tamburo a cornice con telaio ligneo poco profondo e pelle tesa su un lato, munito di sonagli metallici incastrati nel bordo. Percosso e scosso con la mano, unisce il colpo sulla pelle al tintinnio dei sonagli; diffusissimo nella musica popolare, in Italia è protagonista della tarantella e della pizzica.
  • Tamburo a cornice

    Membranofono tra i più antichi al mondo, con una o due pelli tese su una cornice bassa e larga il cui spessore è minore del diametro. Diffuso in tutte le culture, dal Vicino Oriente al Mediterraneo, si suona con le mani o con una bacchetta; può avere sonagli o cordiere, come nel tamburello. Suono a intonazione indeterminata.
  • Tamburo a fessura

    Idiofono a percussione, non un vero tamburo perché privo di membrana: un tronco o cassa di legno cavo con una o più fenditure che ricavano lingue di spessore diverso, percosse con bacchette. In inglese slit drum, diffuso in Africa e Oceania, serviva alla comunicazione a distanza e ai riti.
  • Tamburo militare

    Robusto tamburo cilindrico a due pelli, detto anche rullante, con una cordiera di corde metalliche o di budello tesa sulla pelle inferiore che, vibrando, dà il timbro frusciante caratteristico. Si suona con due bacchette, con colpi singoli e rulli. Intonazione indeterminata; impiegato in bande, parate e orchestra.
  • Tamburo parlante

    Membranofono a clessidra dell'Africa occidentale, noto come talking drum, tama o dundun: due pelli collegate da lacci di cuoio. Stringendo i lacci sotto il braccio si tende la membrana e si modula l'altezza, imitando le inflessioni tonali della lingua. Si percuote con una bacchetta ricurva, soprattutto tra gli Yoruba.
  • Tammorra

    Membranofono a cornice della tradizione dell'Italia meridionale, in particolare la Campania: telaio circolare di legno di 35-60 cm con pelle di capra e file di sonagli metallici incastonati. Suonata a mano, accompagna il canto e la danza della tammurriata; intonazione indeterminata.
  • Temple block

    Idiofono a percussione a intonazione determinata di origine estremo-orientale, derivato dal muyu o 'pesce di legno' buddhista. Sono blocchi di legno cavi, scolpiti a forma stilizzata, con una fenditura che ne amplifica il suono; percossi con mazzuoli danno un timbro secco e rotondo. In Occidente si usano in serie di misure graduate in orchestra, banda e jazz.
  • Teponaztli

    Tamburo a fessura azteco, idiofono a percussione ricavato da un tronco di legno duro scavato, con un intaglio a forma di H che libera due linguette di spessore diverso e quindi di altezza distinta. Percosso con bacchette dalla testa di gomma, dava due suoni definiti; usato con il tamburo huehuetl nei riti e nelle cerimonie.
  • Timbales

    Coppia di membranofoni cubani a cassa metallica bassa e monopelle, derivati dai timpani europei intorno al 1900. Il tamburo grave (hembra) e quello acuto (macho), accordati piuttosto alti, si percuotono con bacchette sottili, spesso insieme a campanacci; sono cardine di danzón, cha cha cha e salsa.
  • Timpani

    Grandi tamburi orchestrali a intonazione definita, detti anche timballi. Una pelle singola è tesa su un'ampia caldaia emisferica di rame; la tensione, e quindi la nota, si regola con un pedale collegato a tiranti. Si percuotono con mazze feltrate; in orchestra di solito in serie di quattro, danno fondamenta e accenti.
  • Tom-tom

    Membranofono cilindrico privo di cordiera, costruito in vari diametri e profondita con fusto di legno o metallo e una o due pelli. Il timbro pieno e rotondo, a intonazione indeterminata benché accordabile, ne fa un elemento fondamentale della batteria moderna, impiegato soprattutto nei giri e negli stacchi.
  • Tongue drum

    Idiofono moderno a percussione diretta e intonazione determinata: cassa cava di acciaio (o di legno) sulla cui superficie sono ritagliate linguette di diversa lunghezza, accordate su una scala. Suonato con le mani o con battenti morbidi, ha timbro dolce e risonante.
  • Triangolo

    Idiofono a percussione diretta a intonazione indeterminata: una barra d'acciaio piegata a triangolo, sospesa a un filo e percossa con una bacchetta metallica. Produce un suono acuto, cristallino e ricco di armonici che emerge nettamente dall'orchestra; il timbro cambia colpendo lati diversi e smorzando o liberando la vibrazione con le dita.
  • Triccheballacche

    Idiofono a percussione della tradizione napoletana formato da tre martelli di legno in un telaio: i due esterni, mobili, battono contro quello centrale fisso. Spesso i martelli portano piattelli o sonagli metallici che tintinnano a ogni colpo. Scandisce il ritmo nella musica popolare partenopea, con suono secco e indeterminato.
  • Tsuzumi

    Membranofono giapponese a clessidra del teatro nō e kabuki, corpo di legno di ciliegio con due pelli (di solito equine) legate da corde che, strette o allentate, ne variano la tensione. Il ko-tsuzumi si appoggia alla spalla e si percuote con le dita; ne esiste la variante più grave ō-tsuzumi al fianco.
  • U

  • Udu

    Vaso di argilla degli Igbo della Nigeria, il cui nome significa recipiente. Alla giara è aggiunto un foro sul fianco: percuotendo con il palmo l'apertura laterale si ottiene una nota bassa e profonda, modulabile coprendo in parte l'altro foro. Idiofono a vaso, un tempo suonato dalle donne in contesti cerimoniali.
  • V

  • Vibrafono

    Metallofono a intonazione determinata, sviluppato negli Stati Uniti negli anni Venti del Novecento. Le lame di alluminio sono disposte a tastiera sopra risonatori tubolari, in cima ai quali girano dischetti azionati da un motore che generano il vibrato. Un pedale di risonanza smorza le lame; molto usato nel jazz.
  • Vibraslap

    Idiofono moderno inventato nel 1967 dall'americano Martin Cohen come sostituto durevole della quijada: una sfera di legno all'estremità di un filo a U, colpita, trasmette la vibrazione a una cassetta di legno cava con piolini metallici interni, producendo un lungo sferragliare. Intonazione indeterminata.
  • W

  • Washboard

    Idiofono a raschiamento a intonazione indeterminata: la superficie metallica ondulata di un asse per il bucato, sfregata e battuta con ditali, cucchiai o apribottiglie. Usato come strumento ritmico nel jug band, nello skiffle e nell'old-time statunitense; la variante zydeco della Louisiana, il frottoir, ne trae la sola lastra ondulata indossata sul petto.
  • Waterphone

    Strumento moderno inventato dall'americano Richard Waters alla fine degli anni Sessanta: una coppa d'acciaio con collo centrale e steli di bronzo di varia lunghezza saldati sul bordo, con acqua all'interno. Sfregato con l'archetto o percosso, l'acqua fa scivolare le altezze in glissandi spettrali usati nelle colonne sonore horror.
  • X

  • Xilofono

    Idiofono a percussione con lame di legno duro di lunghezza decrescente, disposte come una tastiera e percosse con mazzuoli. A intonazione determinata, spesso munito di tubi risonatori sotto le lame, ha suono brillante e secco; usato in orchestra, nella marimba e in molte tradizioni africane e asiatiche.
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