Glossario Strumenti Elettronici e Tastiera

Pianoforte, organo, clavicembalo, fisarmonica e tastiere, con meccanica e tecnica.

  • A

  • Aerophone digitale

    Strumento a fiato elettronico, come il Roland Aerophone del 2016, che riproduce sax, clarinetto e flauto tramite un sensore di soffio e diteggiature vicine a quelle del sassofono; la sintesi digitale traduce fiato e pressione delle labbra in dinamica ed espressione in tempo reale.
  • Archicembalo

    Clavicembalo descritto da Nicola Vicentino nel 1555 nel trattato L'antica musica ridotta alla moderna prattica, dotato di due tastiere e fino a 36 tasti per ottava per ottenere 31 suoni, così da eseguire i generi cromatico ed enarmonico dei Greci e i microtoni della giusta intonazione.
  • ARP 2600

    Sintetizzatore analogico semimodulare a sintesi sottrattiva, prodotto da ARP Instruments dal 1971 su progetto guidato da Alan R. Pearlman e Dennis Colin. Con oscillatori, filtro e moduli precablati collegabili tramite patch, fu tra i primi diffusi nella didattica e negli studi, diventando un'icona degli anni Settanta.
  • B

  • Bandoneon

    Strumento a mantice ad ance libere della famiglia della concertina, ideato in Germania da Heinrich Band a Krefeld verso il 1846-47. Nel tipo bisonoro ogni bottone produce una nota diversa aprendo e chiudendo il mantice; portato in Argentina, dal timbro malinconico è divenuto la voce simbolo del tango.
  • Batteria elettronica

    Set di pad sensibili al tocco che, tramite trigger collegati a un modulo sonoro, riproducono suoni campionati o sintetizzati di tamburi e piatti al posto delle pelli acustiche. Diffusasi dai primi modelli come le Simmons SDS-V del 1981, consente controllo del volume, cuffie e integrazione MIDI.
  • Bayan

    Fisarmonica cromatica a bottoni sviluppata nell'Impero russo a inizio Novecento e battezzata come l'antico bardo Bojan. La tastiera destra a più file di bottoni ha estensione molto ampia; la sinistra affianca spesso al sistema Stradella un free-bass che permette linee di basso melodiche. Timbro pieno, cardine della musica classica e popolare russa.
  • Beatbox

    Termine con cui negli anni Settanta e Ottanta si indicavano le prime drum machine, scatole elettroniche capaci di generare ritmi con suoni di batteria sintetici o campionati; il nome è poi passato al beatboxing, l'imitazione vocale di quegli stessi suoni percussivi tipica della cultura hip hop.
  • Buchla

    Sistema modulare a controllo in tensione ideato da Don Buchla per il San Francisco Tape Music Center nel 1965 (serie 100). Rifiutando la tastiera tradizionale a favore di piastre tattili e sequencer, incarnò la scuola della West Coast, più sperimentale e timbrica rispetto ai Moog.
  • C

  • Calliope

    Organo a vapore da esterno brevettato nel 1855 dall'americano Joshua C. Stoddard: una serie di fischietti graduati alimentati a vapore, comandati in origine da un cilindro a punte e poi da una tastiera. Dal suono potentissimo e squillante, udibile per chilometri, accompagnava battelli fluviali, circhi e fiere.
  • Campionatore

    Strumento che registra suoni reali e li riproduce a diverse altezze da tastiera o pad, mappando il campione sui tasti. In inglese sampler, il capostipite digitale fu il Fairlight CMI del 1979, ideato dagli australiani Kim Ryrie e Peter Vogel; oggi è alla base di gran parte della produzione musicale.
  • Carillon a tastiera

    Insieme di campane di bronzo intonate cromaticamente, azionate da una tastiera a bastoni: il carillonista preme i tasti col pugno e i bassi con una pedaliera, trasmettendo il colpo ai batacchi tramite leve e fili. Diffuso soprattutto nei Paesi Bassi, permette melodie e accordi dall'alto delle torri.
  • Celesta

    Strumento a tastiera inventato a Parigi nel 1886 da Auguste Mustel, in cui i martelletti percuotono lamine d'acciaio poste su risuonatori di legno, producendo un timbro cristallino e delicato. Ha estensione ridotta rispetto al pianoforte ed è resa celebre dalla Danza della Fata Confetto nello Schiaccianoci di Cajkovskij.
  • Chamberlin

    Tastiera elettromeccanica ideata dall'americano Harry Chamberlin dal 1949, antenata e concorrente del Mellotron: sotto ogni tasto un nastro magnetico riproduce la registrazione di strumenti reali. Un suo modello, portato in Inghilterra nel 1962, ispirò la nascita del Mellotron.
  • Chitarra synth

    Chitarra che, tramite un pickup esafonico e un convertitore pitch-to-MIDI o pitch-to-voltage, traduce la vibrazione di ogni corda in un segnale capace di pilotare un sintetizzatore. Diffusa dai sistemi Roland GR dagli anni Settanta, unisce il gesto chitarristico ai timbri elettronici.
  • Clavicembalo

    Strumento a tastiera in cui le corde sono pizzicate da un plettro montato su un salterello azionato dai tasti, dal timbro brillante e uniforme ma privo di dinamica. Sviluppatosi dal tardo Medioevo, fu centrale nella musica barocca come strumento solista e di basso continuo, prima di cedere il passo al pianoforte.
  • Clavicordo

    Antico strumento a tastiera in cui una lametta metallica, detta tangente, percuote la corda restando a contatto: il suono è tenuissimo e intimo ma consente lievi variazioni dinamiche e un vibrato detto Bebung. Diffuso dal Quattrocento al Settecento, fu prediletto per lo studio e la musica domestica.
  • Clavicytherium

    Clavicembalo verticale con cassa, tavola armonica e corde disposte in piano verticale rivolto verso l'esecutore, così da occupare meno spazio. L'esemplare più antico di strumento a tastiera con corde a noi giunto è un clavicytherium del 1480 circa, forse costruito a Ulm, oggi al Royal College of Music di Londra.
  • Clavinet

    Strumento elettrico a tastiera prodotto dalla Hohner e progettato da Ernst Zacharias, diffuso col modello D6 (1968). Ogni tasto spinge un tampone di gomma che percuote una corda tesa; la vibrazione, captata da pickup magnetici e amplificata, dà un suono secco e percussivo, cardine del funk e reso celebre da Stevie Wonder in Superstition.
  • Clavioline

    Tastiera elettronica monofonica inventata in Francia da Constant Martin nel 1947, tra i precursori del sintetizzatore. Con tre ottave di tasti ridotti, valvole e comandi di timbro imitava fiati e archi solisti; venduta in decine di migliaia di esemplari, comparve in celebri brani pop degli anni Sessanta.
  • Claviorgano

    Strumento ibrido rinascimentale e barocco che riunisce in un solo mobile un clavicembalo (o spinetta) e un organo a canne, azionati dalla stessa tastiera. Le corde pizzicate dai salterelli e le canne alimentate dal mantice potevano suonare insieme o separate, per un impasto sonoro ricco.
  • Concertina

    Piccolo strumento a mantice ad ance libere con tastiere a bottoni e estremità di norma esagonali, dove ogni bottone aziona un'ancia metallica. Inventata in Inghilterra da Charles Wheatstone (brevetto del 1829, versione perfezionata nel 1844), è diffusa nella musica folk anglosassone e irlandese per il timbro chiaro.
  • Continuum

    Controller e sintetizzatore a superficie di gioco continua, sensibile alla posizione e alla pressione delle dita in tre dimensioni, che permette intonazioni microtonali e portamenti illimitati. Sviluppato da Lippold Haken e commercializzato da Haken Audio dal 1999 come Continuum Fingerboard.
  • Controller MIDI

    Dispositivo, spesso a tastiera o a pad, che non genera suono ma invia comandi digitali secondo lo standard MIDI (nato nel 1983) a sintetizzatori, expander e software, controllando note, dinamica, modulazione e parametri. È il cuore delle postazioni di produzione musicale moderne.
  • D

  • Drum machine

    Strumento elettronico che genera e sequenzia suoni di batteria e percussioni, ottenuti per sintesi analogica, campionamento o ibridazione dei due. Dispone di un sequencer a step per programmare i pattern ritmici. Dalle ritmiche preimpostate degli anni Sessanta ai modelli Roland TR, è divenuta fondamento di hip-hop, house, techno e pop elettronico.
  • Drum pad elettronico

    Superficie sensibile alla percussione che, colpita con bacchette o dita, invia un segnale a un modulo sonoro innescando suoni di batteria campionati o sintetizzati. Nasce con la batteria elettronica e i pad MIDI, permettendo di suonare ritmi con dinamica variabile e di affiancare o sostituire i tamburi acustici.
  • Dulcitone

    Strumento a tastiera ideato da Thomas Machell a Glasgow negli anni Sessanta dell'Ottocento, in cui martelletti di feltro percuotono diapason metallici. Il timbro dolce ricorda la celesta, ma è più rotondo; leggero e sempre intonato, era apprezzato per la sua trasportabilità.
  • E

  • Eigenharp

    Strumento elettronico espressivo sviluppato dalla britannica Eigenlabs di John Lambert e presentato nel 2009. I numerosi tasti sensibili alla pressione e al movimento, insieme a nastri e sensori, controllano synth e campionatori, avvicinando l'elettronica all'espressività degli strumenti acustici.
  • Electone

    Marchio con cui Yamaha produce dal 1959 i propri organi elettronici, dotati di doppia tastiera, pedaliera ed espressione. Il primo modello, il D-1, fu tra i primi organi interamente a transistor; il nome unisce electronic e tone. La gamma si è poi evoluta in strumenti digitali polifonici da concerto e didattica.
  • EMS VCS3

    Piccolo sintetizzatore analogico semimodulare britannico, prodotto dalla EMS di Londra nel 1969 su progetto di Peter Zinovieff, David Cockerell e Tristram Cary. Sostituisce i cavi patch con una matrice a spine per instradare i segnali; portatile e a sintesi sottrattiva, precede di un anno il Minimoog.
  • Emulator

    Storico campionatore digitale prodotto dalla statunitense E-mu Systems e lanciato nel 1981. Registrava suoni reali su floppy disk per poi riprodurli sulla tastiera; il primo modello era un semplice sampler a 8 bit dal costo elevatissimo. Pur non essendo il primo campionatore, ne definì il modello e avvicinò i musicisti al campionamento.
  • Eurorack

    Formato standard di sintetizzatore modulare introdotto dalla tedesca Doepfer nel 1996 con il sistema A-100. Definisce pannelli alti 3U, cavi di patch da 3,5 mm e alimentazione a doppia polarità: grazie a specifiche aperte oggi migliaia di moduli intercambiabili di centinaia di produttori sono compatibili tra loro.
  • F

  • Fairlight CMI

    Primo campionatore digitale polifonico e workstation, realizzato in Australia da Peter Vogel e Kim Ryrie nel 1979. Con penna ottica, display e il sequencer Page R, permetteva di registrare e manipolare suoni reali, rivoluzionando la produzione pop degli anni Ottanta.
  • Farfisa

    Organo elettronico combo a transistor prodotto in Italia dalla Farfisa di Osimo, che dal Combo Compact (metà anni Sessanta) portò sul mercato tastiere portatili ed economiche. Dal timbro brillante e tagliente, fu insieme al Vox una delle icone sonore del beat, del rock e del pop degli anni Sessanta.
  • Fisarmonica

    Strumento a tastiera portatile a mantice: la mano destra suona i tasti, la sinistra i bassi a bottoni, mentre il mantice fornisce l'aria alle ance. È diffuso nella musica popolare.
  • Fisarmonica a piano

    Tipo di fisarmonica in cui la mano destra suona una tastiera a tasti come quella del pianoforte, mentre la sinistra aziona bassi e accordi a bottoni. Il mantice fornisce l'aria alle ance libere. È la variante più diffusa nella musica leggera e nella didattica, alternativa alla cromatica a bottoni.
  • Flutina

    Antica fisarmonica francese a bottoni, ad ance libere azionate dal mantice, precorritrice della fisarmonica diatonica: la stessa fila dà note diverse aprendo o chiudendo il soffietto. Sviluppata in Francia dagli anni 1830 e resa celebre dal costruttore Constant Busson, ebbe grande diffusione a metà Ottocento.
  • Fortepiano

    Antenato storico del pianoforte moderno, di epoca classica, dal suono più leggero e dalla struttura interamente in legno, priva del telaio metallico dei pianoforti odierni. È adatto al repertorio di Mozart e del primo Beethoven.
  • G

  • Garmon

    Fisarmonica diatonica russa a bottoni, detta anche garmoshka, appartenente agli strumenti ad ance libere. Prodotta a Tula dagli anni Trenta dell'Ottocento, ha una piccola tastiera a bottoni sul lato destro e bassi sul sinistro; nelle versioni bisonore ogni bottone dà due note diverse aprendo o chiudendo il mantice. Emblema del folk russo.
  • Geigenwerk

    Strumento a tastiera ideato dal tedesco Hans Haiden, funzionante intorno al 1575, detto anche clavicembalo ad arco. Un pedale mette in rotazione ruote inresinate che, azionando i tasti, sfregano le corde producendo un suono tenuto e modulabile come quello del violino, sul principio della ghironda.
  • Giradischi da turntablism

    Giradischi trasformato in strumento musicale dai DJ hip-hop: manipolando manualmente il disco sul piatto si producono scratch, back-spin e tagli ritmici. Nato nel Bronx negli anni Settanta con pionieri come Grandmaster Flash, fa del vinile una fonte sonora suonata dal vivo.
  • Glockenspiel a tastiera

    Metallofono le cui lamine d'acciaio sono percosse da martelletti azionati non a mano ma da una piccola tastiera simile a quella del pianoforte. Dal suono cristallino e argentino, comparve nell'orchestra tra Sette e Ottocento; celebre il suo impiego nel Flauto magico di Mozart per gli interventi di Papageno.
  • Groovebox

    Strumento compatto che integra generatore di suoni, sequencer ed effetti per costruire ed eseguire dal vivo brani ritmici, tipicamente di musica elettronica e dance. Il termine fu coniato da Roland per il modello MC-303 del 1996, pensato per DJ e musicisti amatoriali più che per lo studio professionale.
  • H

  • Harmonium

    Strumento a tastiera in cui un mantice a pedali spinge l'aria facendo vibrare ance libere metalliche, dal suono corposo simile all'organo. Brevettato a Parigi da Alexandre Debain nel 1840, che ne registrò anche il nome, fu popolarissimo nelle case e nella musica devozionale tra Otto e Novecento.
  • Hohner Cembalet

    Piano elettrico prodotto dalla Hohner e progettato da Ernst Zacharias tra la fine degli anni Cinquanta e i Sessanta. Ogni tasto pizzica l'estremità di un'ancia metallica piatta, la cui vibrazione è captata e amplificata come in una chitarra elettrica; il timbro pizzicato ricorda il clavicembalo. Portatile, fu usato nel pop dei primi anni Sessanta.
  • Hohner Pianet

    Piano elettrico prodotto dalla tedesca Hohner dai primi anni Sessanta, progettato da Ernst Zacharias. Al posto delle corde monta ance metalliche pizzicate da tamponi adesivi collegati ai tasti, con pick-up che ne cattura la vibrazione; dal timbro delicato, fu usato in molte registrazioni pop e rock.
  • K

  • Kaoss pad

    Controller ed effetto della Korg, introdotto nel 1999, dotato di una superficie tattile X-Y. Sfiorando il pannello con il dito si modulano in tempo reale parametri di effetti, filtri e, nei modelli successivi, sintesi e campioni, per manipolazioni gestuali del suono.
  • Kaossilator

    Piccolo sintetizzatore a frase dinamica prodotto da Korg dal 2007, suonato con un pad tattile: spostandosi in orizzontale si cambia l'altezza, vincolata a scale selezionabili, in verticale si modula il timbro. Compatto, alimentato a batteria e dotato di loop integrato, è pensato per l'improvvisazione immediata.
  • Keytar

    Sintetizzatore a tastiera portatile, indossato a tracolla come una chitarra, che libera il tastierista dalla postazione fissa lasciandolo muovere sul palco. Il collo ospita spesso i controlli di pitch e modulazione. Tra i primi modelli diffusi vi fu il Moog Liberation del 1980, icona del pop anni Ottanta.
  • L

  • Lautenwerk

    Clavicembalo dotato di corde di budello anziché metalliche, dal timbro morbido e delicato che imita il liuto. Costruito nel Settecento su specifiche di Johann Sebastian Bach, che ne possedeva due alla morte, non se ne conservano esemplari originali ed è stato ricostruito solo nel Novecento.
  • Loop station

    Strumento che registra frasi musicali e le riproduce in loop, permettendo di sovrapporle in tempo reale strato su strato fino a costruire da soli un intero arrangiamento. Nata come pedale digitale, si è diffusa soprattutto con la serie Boss RC di Roland ed è usata dai musicisti per esibirsi dal vivo anche senza accompagnamento.
  • M

  • Mellotron

    Tastiera elettromeccanica costruita a Birmingham dai fratelli Bradley nel 1963, evoluzione del Chamberlin. Sotto ogni tasto un nastro magnetico riproduce la registrazione di uno strumento reale, uno per nota; il suo suono di archi, flauti e cori segnò il rock progressivo e psichedelico degli anni Sessanta e Settanta.
  • Melodeon

    Piccolo organo ad ance americano dell'Ottocento, sviluppo dell'harmonium in cui il mantice a pedale aspira l'aria attraverso le ance libere invece di spingerla, per un timbro morbido e organistico. Lo stesso nome indica anche la fisarmonica diatonica a bottoni bisonora.
  • Melodica

    Piccolo strumento a tastiera ad ance libere: si soffia in un bocchino e, premendo i tasti, l'aria fa vibrare le ance metalliche producendo un suono simile all'armonica. Diffusa dalla tedesca Hohner dalla fine degli anni Cinquanta, è usata nella didattica musicale e, per il timbro caratteristico, in reggae e pop.
  • Minimoog

    Storico sintetizzatore analogico monofonico e portatile prodotto da Moog dal 1970 (Model D). Con tre oscillatori in tensione e il celebre filtro a scala, portò il suono dei grandi modulari in uno strumento precablato, suonabile senza cavi patch. Icona assoluta del synth nel rock e nell'elettronica.
  • Monome

    Controller a griglia di pulsanti luminosi, senza etichette né funzioni fisse: comunica via protocollo Open Sound Control e il suo comportamento dipende dal software. Minimale e open source, creato da Brian Crabtree e Kelli Cain a partire dal 2006, è divenuto un'icona della musica elettronica sperimentale.
  • MPC

    Campionatore-sequencer a pad prodotto dalla Akai, il cui primo modello MPC60 (1988) fu progettato con Roger Linn. Integra in un unico strumento campionamento, sequencer MIDI e sedici pad sensibili suonati con le dita; il suono a 12 bit e il groove del suo sequencer ne fecero un pilastro della produzione hip-hop, R&B ed elettronica.
  • Muselar

    Tipo di virginale fiammingo diffuso nei secoli XVI e XVII, con la tastiera spostata verso destra. Le corde sono pizzicate vicino al centro della loro lunghezza, dando un timbro caldo e rotondo, ricco di fondamentale e povero di armonici, quasi flautato; è imparentato con il clavicembalo.
  • N

  • Novachord

    Primo sintetizzatore polifonico commerciale, costruito dalla Hammond su progetto di Laurens Hammond, John Hanert e C. N. Williams e presentato alla Fiera mondiale di New York del 1939. Con 72 note polifoniche e oltre 160 valvole, generava il suono con oscillatori e filtri.
  • O

  • Ondes Martenot

    Strumento elettronico presentato nel 1928 dal francese Maurice Martenot, tra i primi della storia. Il suono, generato per battimento di oscillatori a valvole, si controlla con una tastiera e con un anello scorrevole su un nastro che produce glissandi eterei, diffusi da altoparlanti speciali; fu caro a Messiaen.
  • Optigan

    Organo elettro-ottico per uso domestico prodotto dalla Mattel dal 1971. Legge suoni, accordi e ritmi registrati come tracce ottiche su dischi di plastica flessibili, letti da un fotodiodo come le colonne sonore del cinema. Il nome unisce optical e organ; il timbro lo-fi lo ha reso strumento di culto.
  • Orchestrion

    Grande strumento meccanico automatico che imita il suono di un'intera orchestra combinando canne d'organo, percussioni e altri registri, azionati da un rullo perforato o da cartoni. Diffuso tra Otto e primo Novecento in sale e locali pubblici, anticipa la riproduzione musicale automatica.
  • Organetto

    Fisarmonica diatonica a bottoni, tipica della musica popolare italiana, appartenente agli strumenti ad ance libere. È bisonora: ogni bottone dà due note diverse secondo il verso del mantice, in apertura o chiusura. La mano destra esegue la melodia, la sinistra bassi e accordi; è protagonista di tarantelle, saltarelli e balli tradizionali.
  • Organo a canne

    Grande strumento a tastiera in cui l'aria, spinta da mantici in canne di diversa dimensione e materiale, produce il suono; i registri selezionano quali file di canne suonano, variando timbri e intensità. Erede dell'antico organo idraulico, è da secoli lo strumento principe della musica sacra nelle chiese.
  • Organo ad ance

    Organo domestico a mantice ad aspirazione con ance libere, diffuso nelle case tra Otto e Novecento e detto anche armonio americano. Premendo i tasti l'aria viene aspirata attraverso le lamelle metalliche, producendo un suono caldo e continuo, adatto a salotti e cappelle.
  • Organo da teatro

    Grande organo a canne progettato per accompagnare le proiezioni del cinema muto, capace di imitare un'intera orchestra, effetti sonori e percussioni da un'unica consolle. Sviluppato all'inizio del Novecento su intuizioni di Robert Hope-Jones e reso celebre dai Wurlitzer, riempiva le sale con timbri ricchi e teatrali.
  • Organo di Barberia

    Organo meccanico automatico azionato a manovella, in cui un cilindro irto di punte apre le valvole delle canne selezionando le note del brano prefissato. Diffuso da suonatori ambulanti tra Otto e Novecento, non richiede un organista: basta girare la manovella che muove il mantice e fa avanzare la melodia.
  • Organo elettronico

    Organo che genera il suono per via elettrica o elettronica, senza canne, imitandone il timbro tramite oscillatori a transistor o, nei modelli elettromeccanici come l'Hammond, ruote foniche. Diffuso dal Novecento in ambito domestico, jazz e liturgico come alternativa compatta all'organo a canne.
  • Organo Hammond

    Organo elettromeccanico inventato negli Stati Uniti da Laurens Hammond nel 1935. Genera il suono con ruote foniche rotanti lette da pickup magnetici e miscelate tramite i drawbar; il timbro caldo è tipico di jazz, gospel, soul e rock. È spesso abbinato all'altoparlante rotante Leslie, che ne arricchisce il suono con l'effetto Doppler.
  • Organo idraulico

    Antico organo, detto hydraulis, inventato da Ctesibio di Alessandria nel III secolo a.C. e considerato il primo strumento a tastiera della storia. L'acqua di una cisterna stabilizza la pressione dell'aria pompata verso le canne, dando un suono continuo; diffuso nel mondo greco-romano, è l'antenato dell'organo a canne.
  • Organo portativo

    Piccolo organo medievale e rinascimentale, abbastanza leggero da essere appeso con una cinghia e portato: una mano preme i tasti mentre l'altra aziona il mantice che alimenta le canne. Monodico e agile, accompagnava la musica profana e le processioni tardo-medievali.
  • Organo positivo

    Organo a canne di piccole dimensioni, da camera o da coro, privo di pedaliera e collocabile a terra, quindi spostabile da un ambiente all'altro. Usato dal Medioevo al Barocco per accompagnare voci e basso continuo, richiede spesso un aiutante che azioni i mantici mentre l'organista suona sull'unica tastiera.
  • Orphica

    Piccolo pianoforte portatile inventato a Vienna da Carl Leopold Röllig intorno al 1795 e battezzato in onore di Orfeo. Dalla forma di piccola arpa orizzontale, si teneva in grembo o a tracolla e aveva un'estensione ridotta di tre-quattro ottave. Ebbe breve voga; anche Beethoven vi dedicò brevi pagine.
  • Otamatone

    Strumento elettronico giocattolo a forma di croma, ideato nel 1998 da Novmichi Tosa dello studio giapponese Maywa Denki. Si regola l'altezza scorrendo il dito lungo il gambo, mentre premendo la 'bocca' sulla testa si ottengono vibrato ed effetti vocali dal suono buffo. Commercializzato dal 2009.
  • Ottavino a tastiera

    Piccola spinetta italiana di forma trapezoidale accordata un'ottava sopra il registro consueto, cioè a 4 piedi invece di 8, detta anche spinettino od ottavina. Con salterelli che pizzicano le corde, ha suono acuto e brillante; leggera e robusta, era usata da sola o in ensemble nel repertorio rinascimentale e primo barocco.
  • P

  • Pad controller

    Controller MIDI formato da una griglia di pad in gomma sensibili al tocco e alla dinamica, privo di generatore sonoro proprio: comanda software o campionatori esterni. Reso popolare da strumenti come l'Akai MPC, serve a suonare campioni, innescare loop e programmare ritmi battendo con le dita.
  • Physharmonica

    Strumento a tastiera ad ance libere inventato a Vienna da Anton Haeckl nel 1818, antenato dell'harmonium. Simile a un piccolo armonio ma privo di registri e con estensione ridotta, alimentava le ance metalliche con un mantice a pedale, dal timbro tenue e sostenuto.
  • Pianino

    Pianoforte verticale di piccole dimensioni, con corde e meccanica disposte in verticale per contenere l'ingombro. Nato nell'Ottocento come evoluzione compatta ed economica del pianoforte da salotto, portò lo strumento nelle case borghesi e divenne il tipo di piano domestico più diffuso.
  • Piano a tangenti

    Strumento a tastiera del Settecento in cui astine di legno nudo, libere come i salterelli del clavicembalo, vengono lanciate a percuotere le corde come martelletti. Costruito da Franz Jacob Späth a Ratisbona già dal 1751, univa tratti di clavicembalo, clavicordo e pianoforte, dal timbro brillante e percussivo.
  • Piano elettrico Rhodes

    Piano elettrico ideato da Harold Rhodes in cui martelletti percuotono sottili lamelle metalliche accordate, lette da pickup elettromagnetici che ne traducono la vibrazione in segnale, dal timbro dolce e campanellante. Sviluppato con Fender dal 1959, divenne iconico in soul, funk e jazz-fusion.
  • Piano elettrico Wurlitzer

    Piano elettrico prodotto dalla Wurlitzer dal 1954 al 1983 su brevetti di Benjamin Miessner. I martelletti percuotono ance metalliche la cui vibrazione è captata da un pickup elettrostatico e amplificata; il timbro è più mordente e ringhiante del Rhodes. Il modello 200A è il più celebre, protagonista di soul, pop e rock.
  • Piano giocattolo

    Piccolo pianoforte, nato nell'Ottocento e reso celebre da Albert Schoenhut, in cui i martelletti colpiscono barre o astine metalliche invece delle corde, con timbro cristallino simile al carillon. Da semplice giocattolo è entrato nel repertorio colto, come nella Suite for Toy Piano di John Cage del 1948.
  • Pianoforte

    Strumento a tastiera in cui i martelletti percuotono le corde, capace di variare l'intensità del suono in base al tocco. È lo strumento a tastiera più diffuso, solista e d'accompagnamento.
  • Pianoforte a coda

    Pianoforte con cassa e corde disposte orizzontalmente, in cui i martelletti percuotono le corde e la meccanica a doppio scappamento consente ripetizioni rapide. La coda lunga favorisce risonanza e dinamica ampie; è lo strumento dei concerti e delle sale di registrazione.
  • Pianoforte a giraffa

    Pianoforte verticale ottocentesco con la cassa a coda rialzata in verticale, la cui sagoma slanciata e il ricciolo sommitale ricordano il collo di una giraffa. Ideato in Austria intorno al 1805, univa la sonorità delle corde lunghe a un ingombro contenuto e precorse il moderno pianoforte verticale.
  • Pianoforte a mezza coda

    Pianoforte a coda di lunghezza intermedia, compromesso tra la resa sonora del gran coda e l'ingombro contenuto. Le corde più lunghe della verticale e la meccanica a ripetizione orizzontale offrono maggiore proiezione e controllo, restando adatto a sale di medie dimensioni, studi di registrazione e ampi ambienti domestici.
  • Pianoforte a pedaliera

    Pianoforte dotato di una pedaliera azionabile coi piedi come quella dell'organo, spesso su uno strumento aggiuntivo posto sotto la tastiera. Nato per l'esercizio degli organisti, ispirò un repertorio proprio con brani di Schumann e Alkan, ma cadde in disuso col declino dell'esercizio domestico.
  • Pianoforte a piramide

    Pianoforte verticale la cui cassa, sopra la tastiera, ha la forma di un'alta piramide triangolare, con le corde disposte in salita. Fu ideato attorno al 1745 dal costruttore sassone Christian Ernst Friderici; appartiene alle prime soluzioni verticali che, insieme al pianoforte a giraffa, precorsero il moderno pianoforte verticale.
  • Pianoforte a tavolo

    Pianoforte domestico a cassa rettangolare orizzontale, detto anche piano a tavolino, con corde disposte trasversalmente e meccanica a martelletti. Diffusissimo tra Sette e Ottocento nelle case borghesi, fu poi soppiantato dal pianoforte verticale, più compatto, e dalla coda per la sala da concerto.
  • Pianoforte digitale

    Strumento elettronico che riproduce suono e tocco del pianoforte acustico tramite campioni o modelli fisici e tasti pesati con meccanica a martelletti. Pensato come alternativa compatta, sempre accordata e silenziabile in cuffia, offre spesso più timbri, effetti e uscite MIDI.
  • Pianoforte gran coda

    Il pianoforte a coda più grande, lungo oltre due metri e mezzo, con corde e tavola armonica di dimensioni massime che gli conferiscono il volume e la ricchezza timbrica più ampi. Grazie alla lunghezza dei bassi e alla proiezione sonora è lo strumento tipico delle grandi sale da concerto.
  • Pianoforte preparato

    Pianoforte le cui corde sono alterate inserendo tra loro oggetti come viti, bulloni, gomma e legno, che ne trasformano il timbro in suoni percussivi e metallici. La tecnica fu ideata da John Cage nel 1940 per la danza Bacchanale, per ottenere da un solo strumento gli effetti di un'orchestra di percussioni.
  • Pianoforte verticale

    Pianoforte con telaio, tavola armonica e corde disposti verticalmente, così da occupare poco spazio in profondità. Sviluppato all'inizio dell'Ottocento, con martelletti che percuotono le corde come nel pianoforte a coda, è la forma più diffusa nelle case e nello studio per compattezza e costo contenuto.
  • Pianola

    Pianoforte automatico che suona da solo leggendo un rullo di carta perforato: il flusso d'aria attraverso i fori aziona pneumaticamente i martelletti riproducendo l'esecuzione registrata. Il nome deriva dal marchio Pianola della Aeolian, su brevetto di Edwin Votey del 1895; fu popolarissimo nelle case tra fine Ottocento e primo Novecento.
  • Prophet-5

    Storico sintetizzatore analogico polifonico progettato da Dave Smith e John Bowen per Sequential Circuits, presentato nel 1978. Fu il primo synth interamente programmabile, capace di salvare i suoni in memoria, e tra i primi con microprocessore integrato: cinque voci a sintesi sottrattiva che segnarono un'epoca.
  • R

  • RCA Mark II

    Grande sintetizzatore programmabile a valvole realizzato da Harry Olson e Herbert Belar per la RCA e installato al Columbia-Princeton Electronic Music Center nel 1957. Programmato con nastro di carta perforato e dotato di centinaia di valvole e oscillatori, servì compositori come Milton Babbitt.
  • Reactable

    Strumento elettronico a superficie tattile sviluppato dal 2005 al Music Technology Group dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona. Su un tavolo rotondo luminoso si muovono blocchi fisici che rappresentano oscillatori e filtri di un sintetizzatore modulare virtuale; fu reso celebre da Björk nel tour Volta del 2007.
  • Regale

    Piccolo organo portatile rinascimentale dotato di sole ance battenti con minuscoli risuonatori, che gli conferiscono un timbro nasale e ronzante. Alimentato da due mantici, era usato solo o in ensemble tra Rinascimento e Barocco: Monteverdi lo prescrive nell'Orfeo. La versione bible regal si ripiega come un libro.
  • Roland TR-808

    Leggendaria drum machine analogica prodotta dalla Roland nel 1980 su impulso di Ikutaro Kakehashi. Anziché campionare, genera i suoni di percussione con circuiti analogici (TR sta per Transistor Rhythm), dal caratteristico kick profondo. Un flop commerciale, definì il suono di hip-hop, techno ed elettronica.
  • Roland TR-909

    Drum machine introdotta dalla Roland nel 1983 e progettata da Tadao Kikumoto, successore della TR-808. È ibrida: cassa, rullante e toni sono generati per sintesi analogica, mentre piatti e charleston sono campioni digitali. Prima Roland dotata di MIDI, fu un insuccesso commerciale ma divenne simbolo fondante di house e techno.
  • S

  • Sackbut elettronico

    Primo sintetizzatore controllabile in modo espressivo in tempo reale, realizzato dal canadese Hugh Le Caine tra il 1945 e il 1948. Monofonico e a controllo in tensione, aveva tasti sensibili alla pressione verticale per il volume e a spostamenti laterali per altezza e vibrato, anticipando i synth commerciali.
  • Seaboard

    Tastiera-controller della ROLI ideata da Roland Lamb, con una superficie continua di silicone morbido al posto dei tasti rigidi. Reagisce a pressione, scivolamento e vibrato lungo ciascun tasto (tecnologia MPE), permettendo un controllo espressivo e continuo del suono sintetizzato.
  • Sequencer

    Dispositivo, hardware o software, che memorizza e riproduce sequenze di note ed eventi di controllo per pilotare sintetizzatori e strumenti elettronici. Dai passi analogici in tensione ai moderni sistemi MIDI, è alla base della composizione elettronica, permettendo di programmare ritmi e melodie ripetibili.
  • Sintetizzatore

    Strumento elettronico che genera e modella il suono per via elettronica, tipicamente con oscillatori, filtri e inviluppi, secondo tecniche di sintesi sottrattiva, additiva, FM o a campionamento. Detto anche synth, dagli anni Sessanta ha rivoluzionato la musica popolare, il cinema e ogni genere elettronico.
  • Sintetizzatore a modellazione fisica

    Sintetizzatore che non usa oscillatori o campioni ma simula matematicamente il comportamento fisico di uno strumento reale: corde, ance, colonne d'aria e risonanze vengono calcolate in tempo reale. Portato al successo commerciale dallo Yamaha VL1 del 1994, offre timbri espressivi e reattivi al tocco.
  • Sintetizzatore analogico

    Sintetizzatore che genera e modella il suono con circuiti interamente analogici: oscillatori controllati in tensione producono le forme d'onda, poi scolpite da filtri e inviluppi, di norma per sintesi sottrattiva. Il timbro è caldo e corposo; fu la base dei primi synth di Moog e Buchla negli anni Sessanta e resta amato per il suo carattere.
  • Sintetizzatore digitale

    Sintetizzatore che genera il suono per calcolo numerico anziché con circuiti analogici, elaborando campioni o algoritmi come la sintesi FM, additiva o a modelli fisici. Diffuso dagli anni Ottanta con strumenti come lo Yamaha DX7, offre stabilità, memoria dei suoni e timbri difficili da ottenere in analogico.
  • Sintetizzatore FM

    Sintetizzatore che genera timbri modulando in frequenza un oscillatore con un altro, secondo il principio elaborato da John Chowning a Stanford e portato al successo dalla Yamaha con il DX7 del 1983. Capace di suoni metallici e brillanti, dominò la musica degli anni Ottanta.
  • Sintetizzatore granulare

    Strumento che costruisce il suono assemblando migliaia di minuscoli frammenti detti grani, di pochi millisecondi ciascuno. Fondato sulle intuizioni di Dennis Gabor e teorizzato da Iannis Xenakis, poi realizzato al computer da Curtis Roads, genera texture dense e in continua evoluzione a partire da un campione.
  • Sintetizzatore modulare

    Sintetizzatore composto da moduli distinti, come oscillatori, filtri, inviluppi e generatori, che l'esecutore collega liberamente con cavi patch per costruire ogni volta il proprio strumento e percorso del segnale. Nato negli anni Sessanta con i sistemi di Robert Moog e Don Buchla, è tornato in voga nel formato Eurorack.
  • Sintetizzatore monofonico

    Sintetizzatore capace di produrre una sola nota per volta, quindi linee melodiche, bassi e assoli ma non accordi. Tipico dei primi modelli analogici degli anni Sessanta e Settanta, come il Minimoog, è apprezzato per l'immediatezza del controllo e per un suono spesso corposo e diretto.
  • Sintetizzatore polifonico

    Sintetizzatore capace di suonare più note contemporaneamente, a differenza dei primi modelli monofonici che ne producevano una sola. Assegna a ciascun tasto premuto una voce indipendente, permettendo di eseguire accordi. Diffusosi dalla fine degli anni Settanta con strumenti come il Prophet-5, rese il synth adatto a parti armoniche complete.
  • Sintetizzatore semimodulare

    Sintetizzatore in cui i moduli (oscillatori, filtro, inviluppi) sono già collegati da un cablaggio interno prefissato, così suona subito senza patch, ma offre anche prese per ridirigere i segnali con cavi. Unisce l'immediatezza dei synth compatti alla flessibilità dei modulari, come nell'ARP 2600.
  • Sintetizzatore wavetable

    Sintetizzatore che genera il suono scorrendo tra brevi forme d'onda memorizzate in tabelle, potendo passare gradualmente dall'una all'altra per timbri in evoluzione. Concetto sviluppato da Wolfgang Palm con i PPG Wave a inizio anni Ottanta, resta centrale nella sintesi digitale.
  • Spinetta

    Piccolo clavicembalo domestico con un solo registro e corde disposte obliquamente rispetto alla tastiera, pizzicate da salterelli come nel cembalo a coda. Diffusa tra Rinascimento e Barocco, offriva alle case un timbro brillante in dimensioni contenute, risultando più maneggevole del grande clavicembalo.
  • Stage piano

    Pianoforte digitale professionale ottimizzato per l'uso dal vivo, con suoni acustici ed elettrici curati, tastiera a tasti pesati con azione simile a quella acustica e connessioni robuste per l'amplificazione. Privo di casse interne di pregio e di fronzoli, punta a suono, affidabilità e trasportabilità sul palco.
  • Step sequencer

    Sequencer che permette di comporre un pattern ritmico o melodico inserendo le note passo per passo su una griglia di step, ciascuno attivabile singolarmente. Reso celebre dalle drum machine analogiche, rende visibile e immediata la programmazione di giri ripetuti, cardine della musica elettronica.
  • String machine

    Sintetizzatore analogico specializzato nel simulare il suono di un'orchestra d'archi. Un divisore di frequenza rende l'intero strumento polifonico e, tramite banchi di filtri e modulazioni di chorus, crea un impasto ampio e sfumato. Diffusasi negli anni Settanta con modelli come la Solina String Ensemble, è tipica di pop e disco.
  • Strumento virtuale

    Strumento musicale che esiste solo come software, eseguito dal computer e suonato con tastiera o controller MIDI. Detto anche VST instrument, dallo standard di Steinberg (protocollo VST del 1996, strumenti VSTi dal 1999), riproduce synth, pianoforti e intere orchestre campionate senza hardware dedicato.
  • Stylophone

    Piccolo sintetizzatore tascabile monofonico inventato da Brian Jarvis e prodotto dalla Dubreq a Londra dal 1968. Si suona sfiorando con uno stilo una tastiera metallica stampata sul circuito, che chiude il contatto di un oscillatore; il suo ronzio è celebre in Space Oddity di Bowie.
  • Synclavier

    Storica workstation digitale prodotta dalla New England Digital dalla fine degli anni Settanta, tra i primi strumenti a unire sintesi FM, poi campionamento a 16 bit e registrazione su disco. Costosissima e potente, fu adottata da Michael Jackson, Frank Zappa e molti altri, anticipando le moderne workstation musicali.
  • T

  • Talk box

    Dispositivo che convoglia il suono di uno strumento, di solito la chitarra, dentro la bocca del musicista attraverso un tubo, dove la voce lo modella articolando parole poi raccolte da un microfono. Reso celebre da Peter Frampton, fu diffuso dalla versione da palco costruita da Bob Heil nel 1971.
  • Tastiera arranger

    Tastiera elettronica dotata di accompagnamenti automatici: riconosciuto l'accordo alla mano sinistra, genera basso, batteria e armonie in stili ritmici predefiniti. Pensata perché un solo musicista esegua intere canzoni, unisce suoni campionati, effetti e arrangiamenti nell'intrattenimento e nel ballo.
  • Telharmonium

    Gigantesco strumento elettrico brevettato da Thaddeus Cahill nel 1897 e reso funzionante nel primo Novecento, che generava il suono con alternatori rotanti (dinamo): tra i primissimi antenati del sintetizzatore.
  • Tenori-on

    Strumento elettronico progettato dall'artista giapponese Toshio Iwai con Yamaha e presentato nel 2007. Ha una griglia di 16x16 pulsanti-LED luminosi: accendendoli si compongono e si visualizzano sequenze musicali che scorrono e si ripetono, unendo suono e luce. Pensato come strumento insieme sonoro e visivo per la performance dal vivo.
  • Theremin

    Strumento elettronico inventato dal russo Lev Termen, detto Léon Theremin, intorno al 1920 e suonato senza contatto: muovendo le mani presso due antenne si regolano altezza e volume. Sfrutta l'interferenza tra oscillatori a radiofrequenza; il suo timbro etereo divenne celebre nelle colonne sonore fantascientifiche.
  • Trautonium

    Strumento elettronico costruito a Berlino da Friedrich Trautwein nel 1930, suonato premendo un filo resistivo teso su una guida metallica: il punto di contatto determina l'altezza, con glissati e microtoni. Oskar Sala lo sviluppò poi nel Mixtur-Trautonium a suoni subarmonici.
  • V

  • Virginale

    Clavicembalo di forma rettangolare e piccole dimensioni, con una sola corda per nota disposta parallelamente alla tastiera e pizzicata da salterelli. Molto diffuso nel Rinascimento, specialmente in Inghilterra e nelle Fiandre, fu lo strumento domestico prediletto per la musica di tastiera del periodo.
  • Vocoder

    Strumento che analizza la voce e ne impone le caratteristiche a un suono sintetico o strumentale, ottenendo il tipico timbro robotico. Nato dagli studi di Homer Dudley ai Bell Labs alla fine degli anni Trenta per la telefonia, fu poi adottato in musica da Kraftwerk, Wendy Carlos e nella produzione elettronica.
  • Vox Continental

    Organo combo a transistor prodotto dalla britannica Vox (JMI) dal 1962, dal suono brillante e tagliente regolabile con drawbar. Leggero e portatile, pensato come alternativa al pesante Hammond per i gruppi in tournée, divenne emblema del beat e del garage anni Sessanta, usato da Beatles, Animals e Doors.
  • W

  • Wind controller

    Controller elettronico a fiato, privo di corpo risonante proprio, che traduce in segnale il soffio e la diteggiatura per pilotare un sintetizzatore, imitando il gesto di sax o flauto. Il più noto è l'EWI, ideato da Nyle Steiner nel 1981 e poi prodotto dalla Akai; sensori nel bocchino misurano fiato e labbro per un fraseggio espressivo.
  • Workstation

    Strumento elettronico che riunisce in un solo apparecchio sintetizzatore, campionatore, sequencer multitraccia ed effetti, permettendo di comporre e produrre un brano completo. La categoria fu inaugurata dalla Korg M1 del 1988, workstation digitale di enorme successo che definì il suono pop di fine anni Ottanta.
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