Glossario Teoria e linguaggio musicale
Glossario verificato
I fondamenti del linguaggio musicale: note, scale, intervalli, accordi, armonia, ritmo e notazione.
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A
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Accento
Rilievo dato a un suono rispetto agli altri per intensità, durata o posizione metrica. L'accento metrico deriva dalla struttura della battuta, quello espressivo è indicato da appositi segni. -
Accordo
Insieme di tre o più suoni di altezza diversa eseguiti simultaneamente e percepiti come unità armonica. La sua struttura per terze sovrapposte definisce triadi, accordi di settima e formazioni più ampie. -
Accordo di settima
Accordo di quattro suoni ottenuto aggiungendo alla triade la settima sopra la fondamentale. La dissonanza della settima produce tensione che tende a risolvere; molte le specie secondo triade e settima. -
Agogica
Insieme delle variazioni di velocità e delle sfumature del tempo che concorrono all'espressione, come accelerando, rallentando e rubato. Riguarda la flessibilità del movimento distinta dalla dinamica. -
Alterazione
Segno che modifica l'altezza di una nota rispetto al suono naturale: il diesis la innalza, il bemolle la abbassa, il bequadro la riporta allo stato naturale. Vale entro la battuta o come armatura di chiave. -
Altezza
Qualità del suono che ne definisce la collocazione dal grave all'acuto, determinata dalla frequenza di vibrazione. In un sistema ordinato di altezze si costruiscono note, scale e intervalli. -
Anacrusi
Nota o gruppo di note in levare che precede il primo tempo forte, dando avvio alla frase su un movimento debole. Detta anche battuta d'attacco, è opposta all'inizio in battere. -
Appoggiatura
Nota estranea all'accordo posta su un tempo forte, che ritarda per grado la nota reale su cui poi risolve. Ha origine ornamentale e crea una dissonanza espressiva di forte tensione melodica. -
Armatura di chiave
Insieme dei diesis o dei bemolli posti all'inizio del pentagramma, dopo la chiave, che stabilisce la tonalità e vale per tutto il brano. L'ordine delle alterazioni segue il circolo delle quinte. -
Armonia
Aspetto verticale della musica che studia la formazione e la concatenazione degli accordi e la loro funzione. Disciplina che regola i rapporti simultanei fra i suoni, complementare a melodia e ritmo. -
Arpeggio
Esecuzione delle note di un accordo in successione anziché simultaneamente, dal grave all'acuto o viceversa. Tecnica ornamentale e di accompagnamento, prende nome dal modo di suonare l'arpa. -
Articolazione
Modo di legare o staccare i suoni nell'esecuzione, che ne determina l'attacco, la durata effettiva e il carattere. Comprende indicazioni come legato, staccato, portato e accento. -
Atonalità
Organizzazione musicale che rinuncia alla gerarchia tonale e a un centro di riferimento, trattando i dodici suoni come equivalenti. Teorizzata nel primo Novecento dalla scuola di Vienna, precede il dodecafonismo. -
B
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Basso continuo
Pratica di accompagnamento del periodo barocco in cui una linea di basso, corredata da cifre, guida l'esecutore a realizzare gli accordi. Detto anche basso cifrato o continuo, sostiene la struttura armonica. -
Battuta
Unità metrica compresa fra due stanghette verticali sul pentagramma, che raggruppa un numero fisso di movimenti indicato dal segno di tempo. Detta anche misura, scandisce la periodicità del brano. -
Bemolle
Alterazione che abbassa di un semitono cromatico l'altezza della nota; il doppio bemolle la abbassa di due semitoni. È l'alterazione discendente, opposta al diesis. -
Bequadro
Segno che annulla un diesis o un bemolle precedenti riportando la nota al suo suono naturale. Agisce entro la battuta o cancella un'alterazione presente nell'armatura di chiave. -
C
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Cadenza
Successione di due o più accordi che segna una pausa o una conclusione di frase, periodo o brano, articolando il discorso musicale. Secondo i gradi coinvolti si distingue in autentica, plagale, sospesa o d'inganno. -
Cadenza autentica
Cadenza data dalla successione dominante-tonica (V-I) allo stato fondamentale, la più conclusiva. È detta perfetta quando entrambi gli accordi sono allo stato fondamentale e la tonica sta al soprano. -
Cadenza d'inganno
Cadenza in cui la dominante non risolve sulla tonica attesa ma su un altro grado, di solito il sesto (V-VI), producendo un effetto di sorpresa e prolungando il discorso musicale. -
Cadenza plagale
Cadenza formata dalla successione sottodominante-tonica (IV-I), dal carattere disteso. Spesso posta dopo una cadenza autentica per rafforzarne la conclusione, è nota come cadenza dell'amen. -
Canone
Forma di contrappunto imitativo in cui una voce propone una melodia che le altre riproducono identica a distanza di tempo e talvolta di intervallo. È la forma più rigorosa di imitazione. -
Chiave
Segno posto all'inizio del pentagramma che assegna a una linea l'altezza di riferimento, fissando il nome di tutte le note. Le principali sono le chiavi di violino, di basso e di do. -
Chiave di basso
Chiave di fa posta sulla quarta linea del pentagramma, che vi colloca il fa sotto il do centrale. Usata per le voci e gli strumenti del registro grave, è complementare alla chiave di violino. -
Chiave di violino
Chiave di sol posta sulla seconda linea del pentagramma, che vi colloca il sol sopra il do centrale. È la chiave delle voci e degli strumenti dal registro acuto e medio-acuto. -
Circolo delle quinte
Schema circolare che dispone le dodici tonalità per intervalli di quinta giusta, mostrando quante alterazioni ha ciascuna armatura di chiave e le relazioni di vicinanza. Procedendo in senso orario si aggiungono diesis. -
Consonanza e dissonanza
Coppia di qualità che descrive il grado di quiete o tensione prodotto da due suoni simultanei: la consonanza dà senso di riposo, la dissonanza di instabilità che tende a risolvere. La distinzione è alla base dell'armonia. -
Contrappunto
Tecnica compositiva che combina simultaneamente due o più linee melodiche autonome ma armonicamente coerenti. Dal latino punctus contra punctum, è alla base della polifonia occidentale. -
Corona
Segno a semicerchio con punto posto sopra o sotto una nota o una pausa, che ne prolunga la durata a discrezione dell'esecutore sospendendo il tempo. Detta anche fermata. -
Crescendo
Indicazione dinamica che prescrive un aumento graduale dell'intensità sonora, segnalata dalla parola o da una forcella che si apre. Il procedimento opposto è il diminuendo o decrescendo. -
D
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Diesis
Alterazione che innalza di un semitono cromatico l'altezza della nota cui si riferisce. Il doppio diesis la innalza di due semitoni. Il segno si pone prima della nota o nell'armatura di chiave. -
Dinamica
Aspetto della musica relativo all'intensità dei suoni e alle sue variazioni, indicato da segni come piano, forte, crescendo e diminuendo. Contribuisce in modo determinante all'espressione. -
Dominante
Quinto grado della scala, situato una quinta sopra la tonica; per la sua forte tensione verso di essa svolge la principale funzione di apertura del sistema tonale ed è alla base della cadenza autentica. -
E
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Enarmonia
Rapporto fra due note di nome diverso ma di identica altezza nel temperamento equabile, come do diesis e re bemolle. Il cambio enarmonico consente di reinterpretare una nota o un accordo per modulare. -
F
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Figura musicale
Segno che rappresenta la durata relativa di un suono, dalla semibreve alla semibiscroma, ciascuna metà della precedente. Alle figure di suono corrispondono le pause di uguale valore. -
Forma musicale
Struttura complessiva di una composizione, data dall'organizzazione e dal rapporto delle sue parti e sezioni. Modelli codificati come la forma sonata, il rondò o la fuga ne sono esempi consolidati. -
Forma sonata
Struttura tipica del primo movimento di sonate, sinfonie e quartetti dall'età classica, articolata in esposizione, sviluppo e ripresa. Nell'esposizione due temi in tonalità contrastanti sono poi rielaborati e ricomposti. -
Frase musicale
Unità del discorso melodico dotata di senso compiuto, paragonabile a una frase del linguaggio, che si chiude con una cadenza. Si articola in unità minori come semifrasi e incisi e concorre a formare il periodo. -
Fuga
Forma contrappuntistica basata sull'imitazione, in cui un soggetto è esposto in successione dalle varie voci e poi elaborato attraverso divertimenti e stretti. Raggiunse l'apice con Johann Sebastian Bach. -
Funzione tonale
Ruolo che un accordo o un grado svolge nel sistema tonale rispetto alla tonica: le tre funzioni principali sono tonica (riposo), dominante (tensione) e sottodominante (allontanamento). Regola le progressioni. -
G
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Grado
Posizione occupata da ciascuna nota entro una scala, numerata da uno a sette e indicata con numeri romani in armonia. Ogni grado ha un nome e una funzione, come tonica, dominante o sensibile. -
I
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Indicazione di tempo
Coppia di numeri posta a inizio brano dopo la chiave: quello superiore indica quanti movimenti contiene la battuta, l'inferiore il valore che vale un movimento. Definisce il metro, semplice o composto. -
Intervallo
Distanza di altezza fra due suoni, misurata dal numero di gradi che li separano e qualificata come giusta, maggiore, minore, aumentata o diminuita. Può essere melodico se successivo, armonico se simultaneo. -
L
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Legato
Articolazione che collega i suoni in modo continuo, senza interruzione udibile fra l'uno e l'altro, indicata da una legatura di portamento. Produce una linea melodica scorrevole e cantabile. -
Legatura di valore
Segno arcuato che unisce due note della stessa altezza sommandone le durate in un unico suono tenuto. Consente di prolungare un suono oltre la battuta o di scrivere durate non ottenibili con una sola figura. -
M
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Mediante
Terzo grado della scala, collocato a metà fra tonica e dominante; la sua altezza determina il carattere maggiore o minore della tonalità. Funge da grado di collegamento fra i poli principali. -
Melodia
Successione di suoni di diversa altezza e durata organizzata in modo compiuto e riconoscibile, dimensione orizzontale della musica. Insieme a ritmo e armonia costituisce un elemento fondamentale del discorso musicale. -
Metro
Schema regolare di alternanza fra tempi forti e deboli che raggruppa le pulsazioni in unità ricorrenti, le battute. Il metro fornisce la griglia periodica su cui si dispone il ritmo. -
Modo
Modello di organizzazione delle altezze di una scala definito dalla disposizione di toni e semitoni intorno a una nota di riferimento. In senso tonale distingue maggiore e minore; in senso modale i sette modi. -
Modo dorico
Modo costruito sul secondo grado della scala maggiore, corrispondente a una scala minore con il sesto grado maggiore. Dal colore minore ma luminoso, è molto usato nel jazz e nel folk. -
Modo eolio
Modo costruito sul sesto grado della scala maggiore, coincidente con la scala minore naturale. Ha semitoni fra secondo-terzo e quinto-sesto grado ed è la base del modo minore. -
Modo frigio
Modo costruito sul terzo grado della scala maggiore, caratterizzato dal secondo grado minore che ne definisce il colore cupo e orientaleggiante. Corrisponde a una scala minore con la seconda abbassata. -
Modo ionico
Modo che si costruisce sul primo grado della scala maggiore e ne condivide la struttura intervallare. Coincide di fatto con la moderna scala maggiore, dal carattere brillante e stabile. -
Modo lidio
Modo costruito sul quarto grado della scala maggiore, distinto dalla quarta aumentata che gli conferisce un colore luminoso e sospeso. Corrisponde a una scala maggiore con la quarta alzata. -
Modo locrio
Modo costruito sul settimo grado della scala maggiore, con seconda e quinta diminuite. La quinta diminuita sulla fondamentale lo rende instabile e raramente usato come centro tonale. -
Modo misolidio
Modo costruito sul quinto grado della scala maggiore, caratterizzato dal settimo grado minore. Corrisponde a una scala maggiore con la settima abbassata ed è tipico della sonorità dominante e del blues. -
Modulazione
Passaggio da una tonalità a un'altra all'interno di un brano, ottenuto attraverso accordi di collegamento, note comuni o reinterpretazioni enarmoniche. Dà varietà e articola la forma musicale. -
Motivo
La più piccola cellula melodico-ritmica dotata di identità riconoscibile, elemento generatore che, ripetuto e variato, dà unità e sviluppo a un brano. Il tema iniziale della Quinta di Beethoven ne è un esempio celebre. -
Movimento
Grado di velocità con cui si esegue un brano, indicato da termini come adagio, andante o allegro e precisabile con il metronomo. Determina il carattere dell'esecuzione insieme all'agogica. -
N
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Nota di passaggio
Nota estranea all'armonia che collega per grado congiunto due note reali di accordi diversi, di norma su tempo debole. Fluidifica la linea melodica senza fermare il moto verso la meta. -
Nota musicale
Segno grafico che rappresenta un suono di altezza e durata determinate; per estensione, il suono stesso. Nel sistema occidentale le sette note prendono nome da do, re, mi, fa, sol, la, si. -
Nota pedale
Suono tenuto o ripetuto, di solito al basso, mentre le altre parti procedono con armonie che possono diventare dissonanti rispetto ad esso. Spesso posto sulla tonica o sulla dominante per accumulare tensione. -
Notazione musicale
Sistema di segni convenzionali che fissa per iscritto altezza, durata, dinamica e altri parametri dei suoni. La notazione moderna occidentale si fonda sul pentagramma, sulle chiavi e sulle figure di valore. -
O
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Omofonia
Tessitura in cui una voce principale porta la melodia mentre le altre l'accompagnano con accordi che ne seguono il ritmo. Si contrappone alla polifonia e caratterizza gran parte della musica tonale. -
Ottava
Intervallo fra due suoni le cui frequenze stanno in rapporto 2:1; le due note portano lo stesso nome per la forte affinità acustica. Divide il sistema musicale in cicli ricorrenti di sette note diatoniche. -
P
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Pausa
Segno che indica un silenzio di durata determinata all'interno del discorso musicale. A ogni figura di suono corrisponde una pausa di valore equivalente; contribuisce a ritmo, respiro e articolazione. -
Pentagramma
Insieme di cinque linee parallele orizzontali, con i relativi spazi, su cui si scrivono le note; la loro posizione ne indica l'altezza secondo la chiave. Detto anche rigo musicale. -
Polifonia
Tessitura musicale in cui più voci o parti procedono simultaneamente con autonomia melodica, contrapposta alla monodia a voce sola. Fiorì nella musica sacra e profana fra Medioevo e Rinascimento. -
Pulsazione
Battito regolare e ricorrente che scandisce il fluire del tempo musicale, unità di riferimento su cui si misurano velocità e durate. Corrisponde al movimento che l'ascoltatore percepisce battendo il piede. -
Punto di valore
Punto posto a destra di una figura o di una pausa che ne aumenta la durata della metà del proprio valore. Un secondo punto aggiunge un ulteriore quarto, e così via. -
Q
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Quarta giusta
Intervallo fra due note distanti quattro gradi, con rapporto di frequenza 4:3. Consonante ma di natura ambigua in armonia, è il complemento della quinta giusta entro l'ottava. -
Quinta giusta
Intervallo fra due note distanti cinque gradi, con rapporto di frequenza 3:2, molto consonante. È l'intervallo che genera il circolo delle quinte e la relazione fra tonica e dominante. -
R
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Registro
Porzione dell'estensione sonora di una voce o di uno strumento caratterizzata da un colore omogeneo, distinta in grave, medio e acuto. Indica anche la fascia di altezze impiegata in un brano. -
Ritardo
Nota di un accordo prolungata sul tempo forte successivo, dove diventa dissonante rispetto alla nuova armonia, per poi risolvere scendendo per grado. Procedimento cardine del contrappunto e dell'armonia. -
Ritmo
Organizzazione nel tempo dei suoni e delle pause secondo durate, accenti e articolazioni. Insieme a melodia e armonia è una delle dimensioni fondamentali della musica e ne regola lo scorrere. -
Rivolto dell'accordo
Disposizione dell'accordo in cui al basso non compare la fondamentale ma una delle altre note. La triade ha due rivolti, l'accordo di settima tre; cambia il colore mantenendo l'identità dell'accordo. -
Rondò
Forma musicale in cui un tema principale, il ritornello, ritorna più volte alternandosi a episodi contrastanti, secondo schemi come ABACA. Frequente nei finali di sonate e concerti classici. -
Rubato
Modo di esecuzione che altera con libertà i valori di durata, accelerando e rallentando in modo espressivo senza sconvolgere la pulsazione complessiva. Termine dall'italiano tempo rubato. -
S
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Scala cromatica
Scala formata da dodici suoni tutti a distanza di semitono, che comprende tutte le note del sistema temperato entro l'ottava. È usata come colore melodico e non definisce di per sé una tonalità. -
Scala diatonica
Scala di sette suoni per ottava con cinque toni e due semitoni disposti in modo non consecutivo, base delle scale maggiore e minore e dei modi. Si oppone alla scala cromatica. -
Scala esatonale
Scala di sei suoni per ottava tutti a distanza di un tono intero, priva di semitoni e di gerarchia tonale. Usata da compositori come Debussy per effetti di sospensione e ambiguità. -
Scala maggiore
Scala diatonica di sette gradi con la sequenza di intervalli tono-tono-semitono-tono-tono-tono-semitono. È la scala base del sistema tonale, con i semitoni fra terzo-quarto e settimo-ottavo grado. -
Scala minore armonica
Scala minore naturale con il settimo grado innalzato di un semitono, che crea la sensibile verso la tonica. Fra sesto e settimo grado si forma un intervallo di seconda aumentata. -
Scala minore melodica
Scala minore che, nella forma ascendente, innalza di un semitono sesto e settimo grado per un decorso lineare; nella discendente torna alla minore naturale. Nasce per addolcire il salto della minore armonica. -
Scala minore naturale
Scala diatonica con semitoni fra secondo-terzo e quinto-sesto grado, corrispondente al modo eolio. Il settimo grado dista un tono dalla tonica, per cui manca la sensibile. -
Scala musicale
Successione ordinata di suoni per gradi congiunti entro l'ambito di un'ottava, ascendente o discendente. La disposizione di toni e semitoni ne definisce il tipo, come maggiore, minore o cromatica. -
Scala pentatonica
Scala di cinque suoni per ottava, priva di semitoni nella forma anemitonica. Nella variante maggiore si ottiene dalla scala maggiore togliendo quarto e settimo grado; diffusa in molte musiche tradizionali. -
Semitono
Il più piccolo intervallo del sistema temperato, pari alla metà di un tono; l'ottava ne contiene dodici. Si distingue in diatonico, fra note di nome diverso, e cromatico, fra note dello stesso nome. -
Sensibile
Settimo grado della scala quando dista un semitono dalla tonica, verso cui tende con forte attrazione melodica e armonica. È presente nel modo maggiore e nelle scale minori armonica e melodica. -
Settima di dominante
Accordo di settima costruito sul quinto grado, formato da triade maggiore con settima minore. Contiene il tritono fra terza e settima e risolve sulla tonica: è il perno della cadenza autentica. -
Siglatura degli accordi
Sistema di notazione che indica gli accordi con sigle alfabetiche di lettere e simboli, come C, Am7 o G7, senza scriverne tutte le note. Diffuso nel jazz e nella musica leggera per l'accompagnamento. -
Sincope
Spostamento dell'accento ritmico da un tempo forte a uno debole, ottenuto prolungando sul forte un suono iniziato sul debole. Contrasta con la regolare alternanza metrica creando tensione ritmica. -
Solfeggio
Esercizio e disciplina di lettura della musica che consiste nel pronunciare i nomi delle note rispettandone altezza e durata. Fondamento della formazione musicale, si distingue in parlato e cantato. -
Sottodominante
Quarto grado della scala, posto una quinta sotto la tonica; costituisce il terzo polo funzionale del sistema tonale insieme a tonica e dominante ed è alla base della cadenza plagale. -
Staccato
Articolazione che esegue i suoni distaccati e brevi, riducendone la durata effettiva rispetto al valore scritto. Si indica con un punto sopra o sotto la nota ed è l'opposto del legato. -
T
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Tema
Idea musicale compiuta, melodica o ritmica, che costituisce il fondamento di una composizione ed è soggetta a ripetizione, elaborazione e sviluppo. Nella forma sonata due temi contrastanti animano l'esposizione. -
Tema con variazioni
Forma in cui un tema iniziale viene ripetuto più volte con successive modifiche di melodia, armonia, ritmo o carattere, mantenendone riconoscibile la struttura di fondo. Fra le forme variate più diffuse. -
Tempo composto
Metro in cui ogni movimento è suddivisibile in tre parti uguali, con unità di battito puntata, come il 6/8 o il 9/8. Si contrappone al tempo semplice, dove il movimento si divide in due. -
Terzina
Gruppo irregolare di tre note eseguite nel tempo di due dello stesso valore, contrassegnato dal numero tre. Introduce una suddivisione ternaria entro un metro binario ed è il più comune gruppo irregolare. -
Tetracordo
Segmento di quattro suoni consecutivi entro l'intervallo di quarta giusta; unità con cui la teoria greca e medievale costruiva scale e modi. La scala maggiore è formata da due tetracordi uguali. -
Tonalità
Sistema di organizzazione dei suoni che stabilisce una gerarchia intorno a una nota centrale, la tonica, e al suo accordo. Ogni tonalità è definita da una scala, un modo e una precisa armatura di chiave. -
Tonalità omonima
Rapporto fra una tonalità maggiore e la minore che hanno la stessa tonica ma armatura di chiave diversa, come do maggiore e do minore. Il passaggio fra le due è una risorsa espressiva frequente. -
Tonalità relativa
Coppia di tonalità, una maggiore e una minore, che condividono la stessa armatura di chiave e le stesse note. La relativa minore di una maggiore ha per tonica il suo sesto grado. -
Tonica
Primo grado della scala, nota fondamentale che dà il nome alla tonalità e verso cui gravitano tutti gli altri suoni. Rappresenta il centro di riposo del sistema tonale. -
Tono
Intervallo pari a due semitoni, unità di misura di base delle distanze fra i gradi della scala diatonica. La scala maggiore è formata da cinque toni e due semitoni. -
Trasporto
Esecuzione o scrittura di un brano a un'altezza diversa da quella originale, spostando tutte le note dello stesso intervallo. Cambia la tonalità mantenendo inalterati i rapporti fra i suoni. -
Triade
Accordo di tre suoni formato da una nota fondamentale con la terza e la quinta sovrapposte. Secondo la qualità delle terze la triade è maggiore, minore, aumentata o diminuita. -
Triade diminuita
Triade composta da una terza minore e una quinta diminuita sulla fondamentale, quindi da due terze minori sovrapposte. Dal carattere instabile, si forma sul settimo grado del modo maggiore. -
Tritono
Intervallo di quarta aumentata o quinta diminuita, pari a tre toni interi. Fortemente dissonante e instabile, nel Medioevo era detto diabolus in musica per la difficoltà di intonazione. -
U
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Unisono
Esecuzione simultanea o successiva di due o più suoni della stessa altezza, oppure intervallo di distanza nulla fra due note. Più voci all'unisono cantano la stessa linea melodica.