Glossario DevOps e CI/CD

Glossario verificato

Pratiche e strumenti DevOps: integrazione e distribuzione continua, container, orchestrazione, IaC e monitoraggio.

  • A

  • Aggiornamento progressivo (rolling update)

    Strategia di rilascio che sostituisce le istanze della vecchia versione con quelle della nuova a piccoli lotti anziché tutte insieme, mantenendo il servizio disponibile e consentendo di interrompere l'operazione se emergono problemi.
  • Alerting (sistema di allerta)

    Meccanismo che genera notifiche automatiche quando metriche o eventi superano soglie o condizioni predefinite, avvisando i team responsabili affinché intervengano; è complementare a monitoraggio e osservabilità.
  • Ambiente di produzione

    Ambiente reale in cui l'applicazione è resa disponibile agli utenti finali e gestisce il traffico effettivo; richiede i più alti livelli di stabilità, sicurezza e monitoraggio rispetto agli ambienti a monte.
  • Ambiente di staging

    Ambiente che replica il più fedelmente possibile la produzione e in cui il software viene collaudato con dati e configurazioni realistici prima del rilascio finale, per intercettare problemi non emersi nei test precedenti.
  • Ambiente effimero (ephemeral environment)

    Ambiente temporaneo creato automaticamente su richiesta (spesso per una pull request) e distrutto al termine, che consente di collaudare in isolamento una modifica riproducendo l'infrastruttura per la sua sola durata.
  • Ansible

    Strumento open source di automazione per configuration management, provisioning e deployment; agentless, descrive lo stato desiderato in playbook YAML ed è progettato per eseguire operazioni idempotenti sui nodi gestiti.
  • Automazione della build (build automation)

    Uso di strumenti per eseguire in modo automatico e ripetibile la compilazione del codice, la risoluzione delle dipendenze e la produzione degli artefatti, eliminando i passaggi manuali e garantendo risultati coerenti.
  • Autoscaling (scalabilità automatica)

    Regolazione automatica delle risorse allocate a un'applicazione in base al carico misurato, aggiungendo o rimuovendo istanze o capacità; consente di sostenere i picchi e di contenere i costi nei periodi di bassa domanda.
  • B

  • Blue-green deployment

    Strategia di rilascio che mantiene due ambienti di produzione identici: uno (blu) serve il traffico mentre l'altro (verde) ospita la nuova versione; il passaggio avviene commutando il traffico, con rollback immediato in caso di problemi.
  • Budget di errore (error budget)

    Nella pratica SRE, la quota di inaffidabilità tollerata in un periodo, pari a 1 meno l'SLO: un SLO del 99,9% concede uno 0,1% di errori. Finché il budget non è esaurito il team può rilasciare nuove funzionalità.
  • C

  • Cancello di qualità (quality gate)

    Punto di controllo automatico in una pipeline che verifica il rispetto di soglie predefinite (copertura dei test, vulnerabilità, code smell); se i criteri non sono soddisfatti l'avanzamento verso le fasi successive viene bloccato.
  • Chaos engineering (ingegneria del caos)

    Disciplina che introduce guasti in modo controllato e deliberato in un sistema (arresto di nodi, latenza di rete, esaurimento risorse) per verificarne la resilienza e scoprire punti deboli prima che causino disservizi reali in produzione.
  • Chart Helm (Helm chart)

    Pacchetto Helm che raccoglie i manifest Kubernetes necessari a distribuire un'applicazione, corredati di valori configurabili (values) e template; consente installazioni parametriche, versionate e riutilizzabili.
  • Cluster Kubernetes

    Insieme di macchine (nodi) gestite da Kubernetes, composto da un piano di controllo che prende le decisioni e da nodi di lavoro che eseguono i container; il cluster è l'unità che ospita i carichi di lavoro.
  • ConfigMap

    Oggetto Kubernetes che conserva dati di configurazione non riservati in coppie chiave-valore, separandoli dal codice dell'immagine; i pod possono consumarli come variabili d'ambiente, argomenti o file montati.
  • Container (contenitore)

    Unità di software leggera e isolata che impacchetta un'applicazione con le sue dipendenze e librerie, condividendo il kernel del sistema operativo ospite; garantisce esecuzione coerente e portabile tra ambienti diversi.
  • Controllo di integrità (health check)

    Verifica periodica e automatica dello stato di salute di un servizio o container tramite un endpoint o un comando; il suo esito consente a orchestratori e bilanciatori di escludere o riavviare le istanze non sane.
  • Custom Resource Definition (CRD)

    Meccanismo che estende l'API di Kubernetes definendo nuovi tipi di risorsa personalizzati, gestibili con gli stessi strumenti delle risorse native; è alla base degli Operator e delle piattaforme costruite su Kubernetes.
  • D

  • DaemonSet

    Oggetto Kubernetes che assicura l'esecuzione di una copia di un determinato pod su tutti i nodi del cluster o su un loro sottoinsieme; usato per agenti di sistema come raccolta di log, monitoraggio o funzioni di rete.
  • Deployment (Kubernetes)

    Oggetto Kubernetes che descrive lo stato desiderato di un insieme di pod replicati e ne gestisce in modo dichiarativo il ciclo di vita, curando aggiornamenti progressivi, rollback e ripristino automatico delle repliche.
  • Deployment continuo (Continuous Deployment)

    Pratica in cui ogni modifica che supera tutti i test automatizzati della pipeline viene rilasciata in produzione senza intervento umano; si distingue dalla distribuzione continua per l'assenza dell'approvazione manuale finale.
  • Deriva di configurazione (configuration drift)

    Divergenza progressiva tra lo stato reale di un ambiente e la configurazione prevista, dovuta a modifiche manuali o non tracciate; mina la riproducibilità ed è contrastata da infrastruttura come codice e infrastruttura immutabile.
  • DevOps

    Cultura e insieme di pratiche che unificano sviluppo software (Dev) e operazioni IT (Ops) per accorciare il ciclo di rilascio, automatizzare i processi e favorire collaborazione, integrazione e distribuzione continue tra i team.
  • DevSecOps

    Evoluzione di DevOps che integra la sicurezza in ogni fase del ciclo di vita del software, anziché relegarla a controlli finali, automatizzando test e verifiche di sicurezza lungo la pipeline secondo l'approccio 'shift-left'.
  • Distribuzione continua (Continuous Delivery)

    Estensione della CI in cui ogni modifica che supera la pipeline automatizzata viene resa pronta al rilascio in produzione; la messa in produzione effettiva resta però soggetta a un'approvazione manuale.
  • Docker

    Piattaforma open source per costruire, distribuire ed eseguire applicazioni in container; standardizza il formato delle immagini e l'esecuzione tramite Dockerfile, immagini e registry, popolarizzando l'adozione dei container.
  • Docker Compose

    Strumento per definire ed eseguire applicazioni multi-container tramite un file YAML che descrive servizi, reti e volumi; con un solo comando avvia, ferma e coordina l'intero insieme di container su un host.
  • Dockerfile

    File di testo che descrive, tramite una sequenza di istruzioni, i passaggi per costruire un'immagine container; ogni istruzione genera in genere un nuovo livello e l'insieme rende la build automatizzata e riproducibile.
  • E

  • etcd

    Archivio dati distribuito, coerente e basato su coppie chiave-valore usato da Kubernetes come deposito di riferimento per tutti i dati del cluster, ovvero stato e configurazione delle risorse; è parte del piano di controllo.
  • G

  • Gestione dei segreti (secret management)

    Insieme di pratiche e strumenti per archiviare, distribuire e controllare in modo sicuro dati riservati come password, chiavi API e certificati, evitando che compaiano in chiaro nel codice o nelle configurazioni. Esempio: HashiCorp Vault.
  • Gestione della configurazione (configuration management)

    Pratica di definire, applicare e mantenere in modo automatizzato e coerente la configurazione di sistemi e applicazioni, portandoli a uno stato desiderato noto e documentato; strumenti tipici sono Ansible, Puppet e Chef.
  • GitOps

    Modello operativo che usa un repository Git come unica fonte di verità dichiarativa dell'infrastruttura e delle applicazioni; agenti automatici confrontano di continuo lo stato reale con quello dichiarato e lo riconciliano.
  • H

  • Helm

    Gestore di pacchetti per Kubernetes che consente di definire, installare e aggiornare applicazioni tramite 'chart', pacchetti parametrizzabili di manifest; semplifica il rilascio di applicazioni complesse e ripetibili.
  • Horizontal Pod Autoscaler (HPA)

    Componente Kubernetes che regola automaticamente il numero di repliche di pod di un carico di lavoro in base a metriche osservate come uso di CPU, memoria o metriche personalizzate, mantenendo le prestazioni desiderate.
  • I

  • Immagine container (container image)

    Modello di sola lettura, composto da livelli sovrapposti, che contiene codice, runtime, librerie e dipendenze necessari a eseguire un'applicazione; da un'immagine si istanziano uno o più container identici.
  • Infrastruttura come codice (IaC)

    Pratica di definire e gestire l'infrastruttura (server, reti, servizi) tramite file di configurazione versionati anziché operazioni manuali, rendendo il provisioning ripetibile, tracciabile e automatizzabile.
  • Infrastruttura immutabile (immutable infrastructure)

    Approccio in cui i componenti dell'infrastruttura non vengono modificati dopo il rilascio: per ogni cambiamento si crea e distribuisce una nuova versione, sostituendo la precedente; riduce la deriva di configurazione e le incoerenze.
  • Ingress

    Oggetto Kubernetes che definisce regole per instradare il traffico HTTP/HTTPS proveniente dall'esterno del cluster verso i Service interni, gestendo host, percorsi e terminazione TLS tramite un ingress controller.
  • Integrazione continua (CI)

    Pratica per cui gli sviluppatori integrano frequentemente le proprie modifiche in un repository condiviso; ogni integrazione avvia in automatico build e test, così da rilevare presto conflitti e regressioni.
  • K

  • kubectl

    Interfaccia a riga di comando di Kubernetes che comunica con l'API del cluster per creare, ispezionare, aggiornare ed eliminare risorse; è lo strumento principale per operare in modo imperativo o dichiarativo sul cluster.
  • kubelet

    Agente eseguito su ogni nodo di un cluster Kubernetes che riceve dal piano di controllo le specifiche dei pod e ne garantisce l'esecuzione, avviando i container tramite il runtime e riportandone lo stato di salute.
  • Kubernetes (K8s)

    Piattaforma open source per l'orchestrazione di container che automatizza distribuzione, scalabilità, bilanciamento e gestione del ciclo di vita di applicazioni containerizzate su cluster di macchine, mantenendo lo stato desiderato.
  • L

  • Layer (livello di immagine)

    Insieme di modifiche al filesystem prodotto da una singola istruzione nella costruzione di un'immagine container; i livelli sono di sola lettura, condivisibili tra immagini e memorizzati in cache per accelerare build e distribuzione.
  • Log centralizzati (centralized logging)

    Pratica di raccogliere i log prodotti da servizi e host distribuiti in un unico sistema che li aggrega, indicizza e rende ricercabili, semplificando diagnosi e correlazione degli eventi nelle architetture distribuite.
  • M

  • Monitoraggio (monitoring)

    Raccolta, aggregazione e visualizzazione continua di metriche e stati di un sistema per verificarne salute e prestazioni e attivare allarmi su condizioni note; è una componente dell'osservabilità focalizzata sui problemi attesi.
  • N

  • Namespace (Kubernetes)

    Meccanismo che partiziona logicamente un cluster Kubernetes in ambienti virtuali isolati, consentendo di raggruppare risorse, applicare quote e controlli di accesso e separare team o progetti nello stesso cluster.
  • Nodo (node)

    Macchina fisica o virtuale che fa parte di un cluster Kubernetes e su cui vengono eseguiti i pod; ogni nodo di lavoro ospita i componenti (kubelet, runtime di container, proxy) necessari a far girare i carichi di lavoro.
  • O

  • Open Container Initiative (OCI)

    Iniziativa sotto la Linux Foundation che definisce standard aperti per i container tramite tre specifiche: formato delle immagini (image-spec), runtime (runtime-spec) e distribuzione (distribution-spec), garantendo interoperabilità tra strumenti.
  • OpenTelemetry

    Framework e standard open source, progetto CNCF, che fornisce API, librerie e strumentazione per generare e raccogliere in modo uniforme i dati di telemetria (tracce, metriche e log) indipendentemente dal backend di analisi.
  • Operator (Kubernetes Operator)

    Estensione di Kubernetes che codifica la conoscenza operativa di un'applicazione in un controller: tramite Custom Resource e un ciclo di riconciliazione automatizza compiti come installazione, aggiornamento, backup e scalabilità.
  • Osservabilità (observability)

    Capacità di comprendere lo stato interno di un sistema a partire dai dati che produce, tradizionalmente metriche, log e tracce; a differenza del semplice monitoraggio mira anche a diagnosticare problemi non previsti.
  • P

  • Pipeline come codice (pipeline as code)

    Pratica di definire la configurazione di una pipeline di CI/CD in file di testo versionati (spesso YAML) conservati nel repository, così da renderla riproducibile, revisionabile e soggetta a controllo di versione.
  • Platform engineering (ingegneria di piattaforma)

    Disciplina che costruisce e mantiene piattaforme interne self-service (Internal Developer Platform) per fornire agli sviluppatori strumenti, automazioni e ambienti standardizzati, riducendo il carico cognitivo e accelerando i rilasci.
  • Playbook (Ansible)

    File YAML che descrive in modo ordinato le attività di automazione che Ansible deve eseguire sui nodi gestiti; organizzato in task idempotenti, definisce lo stato desiderato di sistemi e applicazioni.
  • Pod

    Unità di esecuzione più piccola in Kubernetes: raggruppa uno o più container che condividono rete, spazio dei nomi e volumi; i container di uno stesso pod condividono un unico indirizzo IP e vengono schedulati insieme.
  • Post-mortem senza colpa (blameless post-mortem)

    Analisi condotta dopo un incidente per ricostruirne cause e dinamica concentrandosi sui fattori sistemici anziché sulla responsabilità individuale, così da favorire l'apprendimento e prevenire il ripetersi del problema.
  • Progressive delivery (rilascio progressivo)

    Termine ombrello per le strategie che espongono una nuova versione in produzione in modo incrementale e controllato (canary, rilasci per fasi), con criteri automatici o manuali che regolano ogni ampliamento e permettono di fermarsi.
  • Provisioning

    Processo di predisposizione e configurazione delle risorse informatiche (server, rete, storage, servizi) per renderle operative; nell'infrastruttura come codice è automatizzato a partire da definizioni dichiarative.
  • R

  • Registry di container (container registry)

    Servizio centralizzato che archivia e distribuisce immagini container organizzate in repository; consente di caricare (push) e scaricare (pull) immagini trasferendo solo i livelli mancanti. Esempi: Docker Hub, registri privati.
  • ReplicaSet

    Oggetto Kubernetes che garantisce l'esecuzione costante di un numero specificato di repliche identiche di un pod, creandone o eliminandone in base allo stato osservato; di norma è gestito indirettamente da un Deployment.
  • Repository di artefatti (artifact repository)

    Deposito centralizzato che archivia, versiona e distribuisce gli artefatti prodotti dalle build (pacchetti, immagini container, librerie), fungendo da fonte affidabile per le fasi successive della pipeline. Esempi: Nexus, Artifactory.
  • Riconciliazione (reconciliation)

    Ciclo continuo con cui un controller confronta lo stato reale del sistema con quello desiderato dichiarato e agisce per eliminarne le differenze; è il meccanismo alla base di Kubernetes e degli strumenti GitOps.
  • Rilascio canary (canary release)

    Strategia di rilascio progressivo in cui la nuova versione viene esposta dapprima a una piccola frazione di utenti o traffico; se le metriche restano sane la distribuzione viene gradualmente estesa a tutti, altrimenti si effettua il rollback.
  • Rilascio senza interruzioni (zero-downtime deployment)

    Rilascio di una nuova versione senza interruzione del servizio percepibile dagli utenti, ottenuto con tecniche come aggiornamenti progressivi, blue-green e gestione del traffico durante la transizione.
  • Rollback (ripristino di versione)

    Operazione che riporta un'applicazione o un'infrastruttura a una versione precedente funzionante in seguito a un rilascio difettoso, ripristinando rapidamente il servizio; molte pipeline e piattaforme lo automatizzano.
  • Rotazione dei segreti (secret rotation)

    Sostituzione periodica o automatica delle credenziali (password, chiavi, token) con nuove valide, così da limitare la finestra di esposizione in caso di compromissione; può avvenire in modo statico o con credenziali dinamiche a breve durata.
  • Runner di CI

    Agente di esecuzione che preleva i job definiti nella pipeline di CI/CD e li esegue in un ambiente isolato (macchina o container), riportando esito e log al sistema di orchestrazione; può essere gestito dal provider o self-hosted.
  • Runtime di container (container runtime)

    Componente software che esegue i container a partire dalle immagini, gestendone il ciclo di vita, lo storage e la rete; esempi conformi a OCI sono containerd e CRI-O, che si appoggiano all'implementazione di riferimento runc.
  • S

  • Scalabilità orizzontale e verticale

    Due modalità di scalare un sistema: quella orizzontale aggiunge o rimuove istanze o nodi paralleli, quella verticale aumenta o riduce le risorse (CPU, memoria) di una singola istanza; l'orizzontale è tipica dei sistemi distribuiti.
  • Scoperta dei servizi (service discovery)

    Meccanismo che permette a servizi e client di individuare in modo automatico gli endpoint di rete di altri servizi in ambienti dinamici, dove indirizzi e istanze cambiano di continuo, senza configurazioni statiche.
  • Secret (Kubernetes)

    Oggetto Kubernetes che conserva dati riservati come password, token o chiavi in coppie chiave-valore, separandoli dalle immagini e dalle ConfigMap; i pod vi accedono come variabili d'ambiente o file montati.
  • Service (Kubernetes)

    Astrazione che espone un gruppo di pod come un unico endpoint di rete stabile, con indirizzo IP e nome fissi; distribuisce il traffico verso i pod pur mutando questi ultimi, disaccoppiando i consumatori dalle repliche.
  • Service Level Agreement (SLA)

    Accordo contrattuale tra fornitore e cliente che stabilisce i livelli di servizio garantiti e le conseguenze (in genere penali o crediti) in caso di mancato rispetto; è di norma meno stringente degli SLO interni.
  • Service Level Indicator (SLI)

    Indicatore quantitativo che misura un aspetto specifico del livello di servizio erogato, come latenza, tasso di errori, disponibilità o throughput; è la base misurabile su cui si definiscono gli obiettivi di servizio (SLO).
  • Service Level Objective (SLO)

    Valore o intervallo obiettivo per un SLI che definisce il livello di servizio desiderato in un periodo (ad esempio il 99,9% delle richieste sotto i 300 ms); guida le priorità di affidabilità e determina il budget di errore.
  • Service mesh (mesh di servizi)

    Livello infrastrutturale dedicato che governa la comunicazione tra microservizi tramite proxy (spesso sidecar), fornendo instradamento del traffico, sicurezza mTLS, osservabilità e criteri di resilienza in modo trasparente alle applicazioni.
  • Shift-left (spostamento a sinistra)

    Pratica che anticipa test, controlli di qualità e verifiche di sicurezza alle prime fasi del ciclo di sviluppo, così da individuare e correggere i difetti quando la loro risoluzione è più rapida ed economica.
  • Sidecar

    Container ausiliario che affianca il container principale all'interno dello stesso pod per fornirgli funzionalità di supporto (proxy di rete, raccolta log, gestione dei segreti) senza modificarne il codice applicativo.
  • Site Reliability Engineering (SRE)

    Disciplina, formalizzata da Google, che applica principi e strumenti dell'ingegneria del software alla gestione dell'infrastruttura e delle operazioni, con l'obiettivo di costruire sistemi scalabili e altamente affidabili.
  • Sonde di liveness e readiness (liveness/readiness probe)

    Controlli configurabili in Kubernetes: la sonda di liveness rileva se un container va riavviato, quella di readiness se è pronto a ricevere traffico; regolano rispettivamente riavvii e instradamento del traffico verso i pod.
  • Span

    Unità elementare di una traccia nel tracing distribuito che rappresenta una singola operazione, registrandone nome, durata, esito e attributi; l'insieme gerarchico degli span di una richiesta forma la traccia completa.
  • Stadio della pipeline (stage)

    Fase logica di una pipeline di CI/CD che raggruppa un insieme di operazioni correlate (build, test, deploy); gli stadi vengono eseguiti in sequenza e l'avanzamento richiede in genere il successo di quello precedente.
  • StatefulSet

    Oggetto Kubernetes per gestire applicazioni con stato, che assegna ai pod identità di rete stabili e storage persistente dedicato, con creazione e aggiornamento ordinati; adatto a database e sistemi distribuiti.
  • Stato di Terraform (Terraform state)

    File in cui Terraform registra la corrispondenza tra le risorse dichiarate e quelle realmente esistenti nell'infrastruttura; funge da fonte di verità per calcolare le differenze e pianificare le modifiche da applicare.
  • Sviluppo trunk-based (trunk-based development)

    Strategia di gestione del codice in cui gli sviluppatori integrano piccole modifiche molto di frequente in un unico ramo principale (trunk), riducendo i rami di lunga durata e semplificando l'integrazione continua.
  • T

  • Terraform

    Strumento open source di HashiCorp per l'infrastruttura come codice che, con un linguaggio dichiarativo, provisiona e gestisce risorse su molteplici provider; confronta lo stato desiderato con quello reale per applicare solo le modifiche necessarie.
  • Toil (fatica operativa)

    Nel modello SRE, il lavoro operativo manuale, ripetitivo, automatizzabile e privo di valore duraturo che cresce in modo lineare con il servizio; ridurlo tramite automazione è un obiettivo chiave dell'affidabilità.
  • Tracing distribuito (distributed tracing)

    Tecnica di osservabilità che segue il percorso completo di una richiesta mentre attraversa più servizi, ricostruendolo come una traccia composta da span; aiuta a individuare colli di bottiglia e guasti nelle architetture a microservizi.
  • V

  • Volume (container)

    Meccanismo di archiviazione persistente per i container, gestito dal runtime e indipendente dal ciclo di vita del container; consente di conservare i dati oltre l'eliminazione del container e di condividerli tra più container.
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